C'è qualcosa che scricchiola e stride nell'ultimo film di Ridley Scott, che vorrebbe disperatamente farsi amare dal pubblico - il quale, almeno in parte, l'ha elogiato senza troppi problemi - ma che comunque non riesce ad ingranare in tutti i suoi aspetti. La prima cosa che salta all'occhio, in questo thriller scritto da Cormac McCarthy in persona, è la fantastica fotografia da Dariusz Wolski che dà risalto alle sequenze più importanti del film, come la prima, erotica, ottima scena in cui ci viene presentato il rapporto tra i personaggi di Michael Fassbender (sempre in ottima forma, capace di regalare una performance da brividi, due spanne sopra il resto del cast, forse anche per via della scrittura dei personaggi) e di Penélope Cruz, aprendo il film sulle romantiche e ammiccanti lenzuola bianche che avvolgono i corpi dei due amanti. La storia poi comincia a presentarci un personaggio più fastidioso dell'altro, tutti pronti ad insegnare e spiegare e far capire a Fassbender come funziona questo mondo marcio all'interno del quale si è infilato, con discorsi ai limiti del moralismo (per quanto un criminale possa fare la morale ad un avvocato che cerca soldi facili), i quali annoiano quasi subito per la loro ripetitività, nonostante la messa in scena fotografata da Wolski e le musiche di Daniel Pemberton mantengano alta la curiosità dello spettatore, che spera in un proseguo col botto.
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8 dicembre 2014
25 maggio 2014
Maps to the Stars
Non c'è niente da fare, signori miei, David Cronenberg è sempre una conferma, una sicurezza, un baluardo saldo di ciò che dovrebbe essere il cinema: storia, ma anche critica, spettacolo prima di tutto ma anche riflessione (come diceva Sergio Leone). Maps to the Stars è quindi prima di tutto la storia di una famiglia piena di scheletri nell'armadio (e anche piena di armadi, visto il loro conto in banca, per cui immaginatevi gli scheletri!): madre e figlio star dello spettacolo, padre (John Cusack si fa perdonare quella dozzinale performance in The Raven già dal primo fotogramma) guaritore e figlia abbandonata al suo destino in un ospedale psichiatrico. Quest'ultima arriva ad Hollywood per fare ammenda, conosce un intrigante autista di limousine con il quale cerca di avere una storia. La trama poi si infittisce e si sviluppa in un continuo susseguirsi di eventi che metterà ogni singolo personaggio di fronte (letteralmente) ai propri fantasmi, vivi o morti che siano, ed ognuno di loro cercherà, inutilmente, di affrontarli e sconfiggerli.
21 aprile 2014
Transcendence
Ormai è una moda di Hollywood, quella di darsi la zappa sui piedi, di sfruttare buone idee senza dare lo spazio giusto alla pre-produzione, oppure siamo noi che ci aspettiamo troppo da queste sceneggiature apparentemente potenti o dai loro scrittori. Fatto sta che Transcendence non riesce mai ad offrire qualcosa di interessante allo spettatore né a sfruttare quelle quattro idee messe in croce proposte dalla storia. Johnny Depp è Gesù 2.0, ovvero uno scienziato che grazie alla tecnologia del suo tempo è riuscito ad inventare un software in grado di renderlo immortale, almeno tramite la rete. Duplicandosi online è riuscito a sopravvivere alla morte e a sfruttare il proprio genio per tentare di salvare il mondo da malattie, guerre, pestilenze, fame, carestie.... Oh, pardon, non è affatto così, perché l'unica cosa che questa sottospecie di Dio virtuale riesce a fare è curare un cieco, salvare la vita ad un operaio rapinato e pestato a sangue e poco altro.
15 marzo 2014
Videodrome
Sono pellicole come questa quelle che non andranno mai dimenticate, che passeranno alla storia del cinema senza nessun intoppo. Ma con autori come David Cronenberg, sempre avanti con i tempi, è impossibile non aspettarsi opere talmente profonde da sorvolare gap generazionali e tecnologici. In Videodrome si parla della pericolosità di un determinato tipo di onde elettromagnetiche che, se assorbite dal cervello umano, provocano un tumore all'interno di esso; tuttavia questo non è l'unico effetto collaterale: confusione e allucinazioni infatti vanno di pari passo con quanto descritto sopra. Questo è ciò che accade al protagonista di questa storia, impersonato dal bravissimo James Woods, un produttore televisivo alla ricerca di un prodotto da lanciare sul mercato del piccolo schermo e con il quale sfondare qualunque indice d'ascolto. Trova in Videodrome una potenziale miniera d'oro: all'apparenza un prodotto volgare e forte, ricco di violenza di ogni tipo, si scopre presto essere invece il prototipo delle suddette onde che avranno lo scopo di controllare l'umanità e diventare quindi una nuova arma in mano all'America contro il resto del mondo.
5 gennaio 2014
L'uomo che Sapeva Troppo
Un tuffo nel passato ogni tanto è obbligatorio, specie se il passato porta la firma di Alfred Hitchcock, che qui dirige la sua prima spy story che getterà le basi di alcuni dei temi portanti di buona parte della futura filmografia del maestro della suspense. L'uomo che sapeva troppo ha visto la luce per la prima volta nel 1934, per poi essere rifatto dallo stesso Hitchcock una ventina d'anni dopo con lo stesso nome. Questa prima versione in bianco e nero si apre sulle candide e serene montagne innevate di St. Moritz, dove una famiglia sta trascorrendo la sua vacanza finché non viene incastrata in un terribile intrigo di importanza internazionale. La bambina viene rapita dai malavitosi e sarà compito dei genitori investigare per scoprire dove è nascosta.
28 dicembre 2013
In Trance
Quanto è bello viaggiare all'interno della nostra mente e intrufolarci nei nostri ricordi o in quelli di qualcun altro, manipolare, plasmare e condizionare le persone a seconda di ogni nostro capriccio. No, non stiamo parlando di Inception, che sicuramente ha dato una involontaria spinta a questo film, ma del suo fratello gemello, ovvero In Trance, diretto dal geniale (magari a tratti sopravvalutato, certo, ma tale resta) Danny Boyle. Il film narra la semplice storia di un furto di un quadro andato male, il quale poi verrà smarrito da Simon, il protagonista, che si dimenticherà il posto in cui l'ha nascosto. Così i suoi boss lo obbligheranno a fare sedute ipnotiche per recuperare la memoria e risalire all'ubicazione del tanto agognato oggetto.
12 dicembre 2013
Dark Skies - Oscure Presenze
Gli alieni sono tra noi da ormai moltissimo tempo e il nostro mondo ha subito una invasione senza che noi ce ne accorgessimo. Così loro ci inseguono, ci torturano per giorni e poi ci rapiscono, per fare qualcosa che non scopriremo mai, come non scopriremo mai il perché debbano rapirci. Che cosa si nasconde dietro ai macchinosi rapimenti di questi Grigi? Una domanda a cui Dark Skies - Oscure presenze preferisce non dare risposta, forse per rendere meglio il senso di confusione che provano i protagonisti, due genitori che si vedono portare via il loro figlio senza nessun motivo preciso. Scott Stewart dirige questa pellicola in maniera del tutto canonica, senza particolari guizzi di stile e utilizzando i classici cliché dell'horror dallo spavento facile: musica alta al momento del salto dalla poltrona, montaggio serrato nei momenti di confusione, bambini che urlano guardando nel vuoto, possessioni che sembrano crisi epilettiche agli occhi dei medici e chi più ne ha più ne metta.
28 novembre 2013
World War Z
Sarebbe potuta uscire una pellicola interessante dall'opera letteraria di Max Brooks, poiché più di una volta all'interno del film si percepisce che c'è qualcosa di particolare che non viene detto, raccontato o approfondito. World War Z commette il tragico errore di trasformarsi già dopo i primi cinque minuti in una pellicola commerciale ad alto tasso di effetti digitali, dove a farla da padrone è più lo spavento immediato che non la suggestione a lungo termine e nella quale Brad Pitt è stato ingaggiato probabilmente solo perché Will Smith era impegnato, o più probabilmente perché aveva già rovinato gli zombi in un altro scempio cinematografico che porta il titolo di Io sono leggenda e infilare qui lo stesso attore di un film dal plot simile avrebbe creato nello spettatore un confuso senso di deja-vu. Fatto sta che Marc Forster ci mette pochissimo impegno, quel tanto che basta per trasformare questo prodotto in un videogioco a livelli come quelli che si possono trovare nelle sale giochi più scarse del paese, in cui ogni evento è uno schema da superare, con il suo boss da sconfiggere e con l'inevitabile fuga conclusiva per passare a quello successivo.
9 novembre 2013
Rosemary's Baby - Nastro Rosso a New York
Dio è morto si esclama ad un certo punto del film, continuando poi la frase con un elogio a Satana. Già dall'inizio, però, la pellicola sembra sottolineare questo breve e incisivo passaggio che sfocerà poi in un continuo vortice di illusioni e inganni, sia per lo spettatore che per la povera Rosemary Woodhouse, interpretata dalla fragile Mia Farrow, la quale diventerà vittima di una setta satanica che vuole impossessarsi di suo figlio per offrirlo in sacrificio al Diavolo. O almeno questo è ciò che sembra, ma qual è la verità che c'è dietro ai sospetti di Rosemary? Roman Polanski adatta per il grande schermo l'omonimo libro di Ira Levin scrivendone la sceneggiatura e curandone la regia nei più piccoli particolari, elaborando un crescendo esasperante di tensione e ansia, angoscia e timore per la povera e ingenua protagonista, unica figura angelica in un cast di deplorevoli personaggi negativi (la sola infatti vestita di un paradisiaco celeste), unico barlume di bontà in un mondo terrificante e marcio, votato al Male e terribilmente egoista.
22 settembre 2013
Rec - La Paura in Diretta
Ok, la mia non sopportazione del genere (o filone, se preferite) mockumentary mi aveva tenuto a debita distanza da questo film, fino ad oggi. Mai scelta fu più sbagliata, e ancora una volta la mia idea secondo la quale non è mai produttivo snobbare un genere a priori (come fanno i molti detrattori dei musical, i quali si perdono perle irripetibili come Sweeney Todd o il più recente Les Misérables) è risultata corretta. Infatti, come volevasi dimostrare, finita la visione di Rec - La paura in diretta mi sono completamente pentito di avere aspettato tutto questo tempo per dare un po' di attenzione a questo geniale progetto spagnolo. Il ritmo lento dei primi minuti serve semplicemente a convogliare l'interesse del pubblico verso i personaggi, presentandoli con calma e entrando in quelle regole di regia che questo genere richiede, come la macchina a mano importante tanto quanto i protagonisti e, soprattutto, il montaggio studiato e realizzato minuziosamente da David Gallart, mai come in questi casi fondamentale e necessario ai fini della storia.
14 settembre 2013
The Hole in 3D
La terza dimensione, come tutte le novità, attrae un po' tutti, dai meno interessanti registi ai più particolari autori, cosicché pure Joe Dante è riuscito a cadere in questo tranello stereoscopico. Dal canto suo, però, questa terza dimensione posticcia non aggiunge né toglie nulla al risultato finale dell'opera, che riesce ad essere un interessante prodotto per adolescenti con gli stessi pregi e difetti, magari in grado di guadagnare qualche punto grazie a qualche chiodo che fuoriesce dallo schermo e un mondo onirico mostrato nel terzo atto del film intelligentemente sospeso nel vuoto. The Hole in 3D è una delle ultime fatiche di un autore rinomato in grado di coniugare perfettamente l'intrattenimento adolescenziale con l'horror più efficace (basti pensare al suo dittico dedicato ai Gremlins o all'altrettanto geniale Small Soldiers, apparentemente una copia del pixariano Toy Story ma completamente agli antipodi rispetto ad esso), riuscendo quindi ad intrattenere non solo il pubblico più piccolo, ma incuriosendo ed appassionando anche il target di persone più adulte.
10 agosto 2013
Blu Profondo
Non tutti i mali vengono per nuocere, dice un detto giustamente applicabile per questo film. Diretto da Renny Harlin (mestierante esperto in film d'azione, alcuni dei quali anche abbastanza famosi), Blu Profondo cerca di fare riaffiorare la passione per i monster movie nel pubblico, mescolando il genere di serie B a qualcosa di più interessante e potenzialmente più curioso. Peccato che alla fin fine all'interno di questo film rimanga ben poco di salvabile. A metà tra il trash puro e il cinema delle tematiche, il risultato finale non è altro che un lavoro che viaggia a metà tra le due definizioni sopracitate e che non riesce a decidere quale direzione prendere. Si deridono i protagonisti per la loro stupidità (com'è giusto che sia in un horror movie di serie B), ma non si può fare altrettanto con la pessima CGI e i terribili dialoghi scritti da ben tre sceneggiatori (Donna Powers, Wayne Powers e Duncan Kennedy) ed è proprio qui che risiede l'incomprensibile: com'è possibile che sei mani al lavoro sullo script di questo film abbiano partorito un'idea così semplice, scontata e tanto banale come questa? Non avrebbero potuto spingersi verso fronti più interessanti?
7 agosto 2013
Bug - La Paranoia è Contagiosa
Come in ogni pellicola che si rispetti c'è sempre bisogno di un messaggio forte o quantomeno ben trattato che riesca ad arrivare allo spettatore, anche a quello più disattento, che magari si è ritrovato a sbirciare tra i fotogrammi del film quasi per caso, guidato da uno stanco e annoiato zapping serale che l'ha condotto proprio verso quel canale. William Friedkin, acclamato regista sempre pronto ad offrire tematiche interessanti, conosce benissimo questo immancabile e necessario anello della catena e, anche con il suo controverso Bug- La Paranoia è Contagiosa, riesce a tessere una perfetta tela critica e sconvolgente, in grado di mettere in moto il cervello dello spettatore e di farlo riflettere sia a livello di trama che estrapolando il tema dal contesto filmico e trasportandolo nella realtà. Sarà forse vero che siamo tutti controllati, che i "piani alti" della società hanno inventato un qualche meccanismo di controllo tale da poterci monitorare ogni minuto e condizionare le nostre scelte?
1 agosto 2013
La Notte del Giudizio
Che cosa succederebbe se per una notte tutta l'America potesse compiere ogni sorta di efferatezza senza che polizia, esercito o chi per loro possano fermare questi crimini? Quale sarebbe la conseguenza di una legge che stabilisce una notte di follia e violenze legalizzate per fare in modo che ogni omicidio, stupro, rapina e quant'altro possa sparire dalle strade per il resto dell'anno? Scritto e diretto da James DeMonaco, questa pellicola apparentemente critica e fortemente destabilizzante risulta purtroppo una buona idea non completamente sfruttata. E la recensione potrebbe chiudersi qui, se non fosse che ci sono comunque dei lati positivi in questo lavoro che sarebbe potuto diventare un nuovo film-caso nel mondo cinematografico contemporaneo.
19 giugno 2013
L'Esorcista
Nel 1973 usciva nelle sale pronto per creare scalpore, sconvolgere il pubblico e fare scuola ai futuri progetti horror, pur non essendo per metà un vero e proprio horror. Lo sceneggiatore William Peter Blatty - che è anche scrittore del libro - elabora in maniera maniacale un thriller attorno al quale ruotano tutti gli elementi tipici della ricerca investigativa, dove i dottori sono dei poliziotti incapaci di risolvere il mistero della bambina "rapita" da un'entità oscura ed invisibile, e solo un outsider può risolvere il dilemma di una madre disperata. Tenuto nell'ombra dalla stessa società a cui appartiene, quella ecclesiastica, l'esorcista interpretato da Max Von Sydow sarà l'unico in grado di tenere testa al diavolo in persona, in un duello tra il bene e il male che, a quanto ci dice la voce ascoltata al contrario del demone (come anche ci narra la sequenza iniziale) è qualcosa di già scritto, come una sorta di predestinazione per il personaggio.
13 giugno 2013
Frenzy
Con questo suo penultimo lavoro, da molti considerato più sottotono rispetto ad alcune sue precedenti pellicole (lo ammetto, pure io ho avuto difficoltà a farmelo piacere tanto quanto altri suoi titoli, a fine visione), Alfred Hitchcock si conferma ancora una volta maestro della suspense, nonostante qui e là lo smalto venga perso per dare spazio ad una spy-story non tanto interessante quanto i personaggi messi in scena. Frenzy è il classico delitto in cui l'assassino viene scambiato per un altro, dove gli indizi portano tutti verso una persona che in realtà non ha commesso il reato. Questo gioco di equivoci dura poco per lo spettatore, perché viene a scoprire quasi subito chi sia il vero serial killer ed è forse proprio qui la solita genialità di Hitchcock, poiché mette lo spettatore al corrente di tutti i tasselli prima che il film arrivi a metà, facendo in modo che il pubblico non si domandi chi sia l'assassino, bensì come farà il protagonista a scagionarsi dalle accuse. 9 giugno 2013
Looper - In Fuga dal Passato
C'è un po' di Terminator, in questo terzo lavoro di Rian Johnson, che si leva il cappello di fronte al mondo colossale ideato da James Cameron e portato ingiustamente avanti da una produzione decisa a fare solo soldi, ma questo è un discorso all'interno del quale è meglio non avventurarsi, per concentrarci invece su Looper - In Fuga dal Passato, dove un bravissimo Joseph Gordon-Levitt dovrà affrontare il suo io del futuro impersonato da un altrettanto bravo Bruce Willis, all'interno di un futuro pieno di moto high-tech, particolari gocce allucinogene e tanti viaggi nel tempo. L'idea di base è la scelta: fino a che punto un uomo può spingersi per salvare qualcosa a cui tiene? E quanto possono cambiare le persone nel corso del tempo? Con lo svilupparsi della trama Rian Johnson tende a perdere la bussola, ma riesce comunque a confezionare un film di fantascienza in salsa thriller dai risvolti molto interessanti, durante il quale non riusciamo a capire se parteggiare per il protagonista più attempato o per quello più giovane.
15 maggio 2013
Effetti Collaterali
C'è dell'Hitchcock in quest'ultimo film di Steven Soderbergh. Già dalla prima inquadratura, chiaro rimando all'inizio del famoso Psyco, si presagisce qualcosa di fumoso e di non molto nitido, come una nebbia velenosa che avvolge tutto e che ci impedisce di comprendere fino in fondo ogni cosa. Effetti Collaterali è un thriller ben orchestrato che mescola elementi di tensione con altri di analisi descrittiva messi in scena da un cast perfetto. Dura poco più di un'ora e mezza, questa storia, ma la cura maniacale con cui Soderbergh allestisce tutto quanto è ottima sotto tutti i punti di vista, primo tra tutti una fotografia leggermente diversa rispetto a quella vista nel suo ultimo film, molto meno intima e molto più asettica, che rimanda allo spettatore i classici colori ospedalieri inerenti al tema generale del film. Si mette in scena un particolare gioco d'intrighi in cui lo spettatore resta spiazzato, incapace di tifare per un vero e proprio partito, finché in un secondo momento si capirà quali personaggi sono meno cattivi di altri, ma comunque non buoni.
16 aprile 2013
Inception
Prima della definitiva conclusione della sua trilogia legata al mondo dell'uomo pipistrello, il regista e sceneggiatore Christopher Nolan ha deciso di dare vita ad un progetto che ha riposto nel cassetto per ben dieci anni, rispolverandolo e rendendolo reale. O sogno, se preferite. Perché è proprio questo il tema di Inception, pellicola tanto discussa che ha lasciato stupefatti migliaia di spettatori e che non ne ha convinti altrettanti e, come al solito, al verità sta nel mezzo (sebbene non mi definisca detentore della verità assoluta). In molti lo considerano un semplice film d'intrattenimento, ma c'è molto di più in questo film, a partire dall'idea geniale di costruire un intricato labirinto di sogni all'interno dei quali si rischia spesso di perdere la bussola. Assieme ad esso una messa in scena che amalgama perfettamente gli effetti visivi e quelli digitali trasforma un film d'azione in un complesso costrutto mentale capace di fare appassionare ogni spettatore.
13 aprile 2013
L'ipnotista
Di thriller dai toni polizieschi ce ne sono tanti e sempre più piatti, soprattutto dopo l'avvento di serie televisive ben strutturate che hanno dato non poco filo da torcere ai loro fratellini cinematografici, per cui da un genere ormai abusato è lecito aspettarsi qualcosa che non è ancora stato proposto ed avere quindi delle aspettative piuttosto alte. Soprattutto se la pellicola si chiama L'ipnotista e se a dirigerla è un autore che ha fatto parlare di sé più di una volta (nel bene e nel male) di nome Lasse Hallstrom. Tratto dall'omonimo romanzo di Lars Kepler (chi l'ha letto l'ha definito geniale, per cui mi fido e mi astengo dal dare giudizi sull'opera narrativa) e riadattato per il grande schermo da Paolo Vacirca, questo film si fregia di un incipit crudo e grottesco davvero niente male, tanto da fare alzare ancora di più le sopracitate aspettative di chi sta guardando il film.
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