Nel 1973 usciva nelle sale pronto per creare scalpore, sconvolgere il pubblico e fare scuola ai futuri progetti horror, pur non essendo per metà un vero e proprio horror. Lo sceneggiatore William Peter Blatty - che è anche scrittore del libro - elabora in maniera maniacale un thriller attorno al quale ruotano tutti gli elementi tipici della ricerca investigativa, dove i dottori sono dei poliziotti incapaci di risolvere il mistero della bambina "rapita" da un'entità oscura ed invisibile, e solo un outsider può risolvere il dilemma di una madre disperata. Tenuto nell'ombra dalla stessa società a cui appartiene, quella ecclesiastica, l'esorcista interpretato da Max Von Sydow sarà l'unico in grado di tenere testa al diavolo in persona, in un duello tra il bene e il male che, a quanto ci dice la voce ascoltata al contrario del demone (come anche ci narra la sequenza iniziale) è qualcosa di già scritto, come una sorta di predestinazione per il personaggio.
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19 giugno 2013
19 novembre 2012
La Città Verrà Distrutta all'Alba
Sono tanti i film degni di nota nella filmografia del
regista George A. Romero, il quale non solo ci ha regalato una saga dedicata ai
morti viventi iniziata nel 1968 e terminata – almeno temporaneamente – nel 2009,
ma ci ha anche proposto pellicole più sconosciute ma di qualità eguale, se non
superiore, alla sua serie più famosa. Il regista spazia continuamente tra
vampiri, streghe, zombi e fantasmi, restando sempre sul genere horror e
accomunando tutti i suoi lavori sotto uno stesso tema che si può tentare di
riassumere in una sola parola: disumanità. Nelle pellicole di Romero è spesso
l’uomo ad essere il vero villain di se stesso, sebbene sia minacciato da altri
esseri e debba, in teoria, fare squadra per sopravvivere. Questa tematica è
ancora più evidenziata in una delle sue primissime pellicole, rinominata dai
nostri traduttori italiani con il titolo La città verrà distrutta all’alba,
storpiando senza nessuna motivazione il titolo originale, pieno di significato
e utile a capire al meglio la pellicola.
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