Prima del suo famoso e acclamato Moulin Rouge!, il regista australiano Baz Luhrmann ha tentato la strada della rivisitazione originale, spezzando le catene ottocentesche e veronesi di una delle più grandi tragedie della storia del teatro e trasportandola a Los Angeles, giocando con la realmente esistente Venice Beach e inventando una fittizia Verona Beach (entrambe le città italiane sono venete). I Montecchi e i Capuleti diventano due famiglie rivali simbolo del capitalismo americano, colossi industrali che continuano a farsi la guerra ogni volta che possono. Tutto ciò che circonda le due famiglie viene riproposto seguendo la chiave post-moderna che caratterizza questo particolare progetto, il quale ha diviso già da subito gli appassionati della tragedia Shakespeariana tra chi voleva un'opera più fedele e chi invece si è detto incuriosito dall'idea originale. Perché tutto si può dire di questo film tranne che non sia originale, perché Luhrmann decide di riproporre una storia ormai classica e nota a tutti dandole una impostazione visiva e un contesto storico completamente diversi, utilizzando i movimenti di camera al servizio della narrazione e dell'impatto visivo messo in scena.
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20 luglio 2013
21 febbraio 2013
Il Gobbo di Notre Dame
L'appuntamento natalizio con l'animazione Disney è ormai un incontro ridondante e immancabile per le famiglie che amano trascorrere del tempo in compagnia di un buon film per tutti. All'epoca degli anni '90 le pellicole Disney non erano solo buone, erano addirittura ottime, capaci di stravolgere completamente l'universo dei cartoni a favore di un realismo pungente e maestoso, facendo in modo che fossero più gli adulti ad appassionarsi a quelle storie che non i bambini. In questo senso Il gobbo di Notre Dame è forse il film più maturo della Disney di quell'epoca, che non lascia totalmente da parte l'umorismo e l'ironia tipici del marchio di fabbrica ma ai quali affianca tonalità drammatiche e cupe tanto forti e concrete da fare accapponare la pelle. L'incipit di questo film diretto dall'affiatato duo composto da Gary Trousdale e dall'altrettanto magnifico Kirk Wise mette subito in chiaro questo mix di goliardia e oscurità, simbolo di una Parigi oppressa ma sempre pronta a lasciare da parte i propri problemi per poter guardare al futuro in maniera più serena.
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