Quando si annunciano progetti del genere avvisando che si sarebbero prese le dovute distanze rispetto al fallimentare prototipo e sottolineando più volte che si sarebbe data molta importanza al vero volto del protagonista, ci si aspetta sempre di trovare quello che è stato preannunciato. Purtroppo però ancora una volta l'iconico artigliato canadese non viene sfruttato come merita e si ritrova di nuovo imbrigliato in un progetto commerciale e incompleto. Nemmeno il nome del premio Oscar Christopher McQuarrie alla sceneggiatura (rivisitata, precedentemente scritta da Mark Bomback e Scott Frank) riesce a dare quel tocco in più ad una trama striminzita e leggera, priva di personaggi profondi o di tematiche interessanti. Il passato di Wolverine viene utilizzato in maniera incolore senza lasciare qualche piccolo stralcio all'immaginazione dello spettatore, svelando ogni piccolo dettaglio narrativo e regalando un film privo di mistero o di qualsivoglia suspense, a causa di uno sviluppo sia della storia che dei personaggi decisamente troppo superficiale e prevedibile, soprattutto per quanto riguarda i cattivi macchiettistici e privi spessore (il personaggio di Viper su tutti, quasi ad intendere che ci voleva una bella biondona vestita di verde smeraldo e messa sui tacchi a spillo per alzare la qualità del film).
