Tutto è iniziato nel lontano 1995, quando alcuni appassionati di cinema pensarono bene di trasportare la tecnologia della CGI all'interno del mondo dell'animazione, per sperimentare qualcosa di nuovo. Fino a quel momento c'erano due modi di fare animazione, il classico cartone animato e la stop motion a me tanto cara. John Lasseter fonde queste due tecniche con la sua CGI e fa muovere al pc dei pupazzi, dei giocattoli. Toy Story è una storia fantastica alla base della quale c'è una piccola sfida nei confronti della stop motion: "voi fate muovere pupazzetti veri a passo uno? Benissimo, io faccio muovere pupazzetti digitali con il mio computer." Il boom è arrivato subito e, ben presto, tutte le case d'animazione adottarono la CGI come fulcro ufficiale dei cartoon, ad eccezione di qualche esempio conservatore e autoriale come Selick.
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29 dicembre 2012
14 dicembre 2012
I Ponti di Madison County
La qualità che conta inizia qui. Nonostante anche i primi lavori di questo regista siano notevoli, c'è un trittico particolare, nella filmografia di Clint Eastwood, che segna una divisione netta tra il prima (dove possiamo trovare film come Il texano dagli occhi di ghiaccio) e il dopo (pellicole come Gran Torino, per intenderci). Con questo trittico Eastwood segnala al pubblico che i suoi personaggi non saranno più distinguibili tra buoni e cattivi, e che la sua cinematografia si interesserà da ora in poi molto di più ai sentimenti che all'azione. Ecco dunque che, assieme a Gli spietati e al giganteso Un mondo perfetto, anche I ponti di Madison County mette in mostra una nuova e struggente poetica all'interno dei film di questo inguaribile cowboy.
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