Dannazione, un film che parla di calcio! Devo vederlo per forza, anche se non mi interessa nulla dello sport in sé, perché è pur sempre un film di Tom Hooper, uno dei registi contemporanei più interessanti. Più o meno è stato questo il mio approccio (e credo quello di tutti coloro che si sono avvicinati al film pur non amando il gioco del pallone) a Il Maledetto United, finché poi non si comincia a notare che la macchina da presa sta più tempo sul viso dei protagonisti che dentro un campo da calcio. Questo è un film che inneggia allo sport ma che parla di personaggi: è una frase vecchia come il cinema, vero, ma è pur sempre la realtà e non si può parlare della pellicola senza tirare in ballo questo discorso scontatissimo, perché il cinema si fa con i personaggi e chi pensa che un pallone che rotola sia più interessante di un calciatore sudato e senza fiato che lo sta calciando probabilmente non è uno spettatore attento.
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15 novembre 2013
3 aprile 2013
Il Discorso del Re
Tra i titoli più discussi degli ultimi anni per i suoi apparentemente immeritati premi conferitigli innanzitutto dall'Academy ma anche da tante altre associazioni, Il Discorso del Re è stato capace di spaccare critica e pubblico come non succedeva da tempo, tanto da farsi affibbiare aggettivi che variano dal "furbo" al "capolavoro". Inutile dire che il mio pensiero appartiene alla seconda categoria per il semplice fatto che Tom Hooper riesce a donare uno suo stile ad una storia apparentemente piatta e già vista innumerevoli volte sul grande schermo, avvalendosi di un cast fenomenale a partire dall'istrionico co-protagonista Geoffrey Rush, pienamente in sintonia con il suo personaggio e perfettamente inserito nel contesto attorno a lui come anche la dolce e bella Helena Bonham Carter, che si scrolla di dosso tutti i variopinti make-up elaborati con il compagno Tim Burton e ritorna ad interpretare una fragile ed umana personalità che ha come qualità caratteristica quella di essere stata improvvisamente eletta regina.
31 gennaio 2013
Les Misérables
L'opera di Victor Hugo è sicuramente una delle più riadattate in ambito cinematografico e, assieme a quella di Alexandre Dumas, è una dei capisaldi che la Francia è fiera di esportare e dai quali è orgogliosa di farsi rappresentare. Dopo numerose versioni, da quelle in bianco e nero alle tante rivisitazioni più moderne, arriva finalmente la tanto attesa trasposizione ispirata al musical di Claude-Michel Schönberg e Alain Boubil, portato pari pari sullo schermo da un Tom Hooper visionario solo a metà. La tecnica non manca e la presentazione di tutto quanto, compreso il mix degli elementi digitali e di quelli in scena è molto buona. L'idea originale che porta avanti questo progetto è quella di fare interpretare ai protagonisti le proprie canzoni registrando l'audio in presa diretta senza usare tecnicismi di montaggio, ma mescolando tonalità canore e interpretazioni attoriali per dare un senso di immedesimazione da parte dell'interprete maggiore rispetto ai tanti musical portati finora sul grande schermo.
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