Il cinema di una volta aveva il pregio di non interessarsi ai gusti del pubblico e di rischiare, di osare, di proporre cose nuove che seguivano l'ottica e la poetica degli artisti che le realizzavano, facendosi amare per quello che erano senza troppe pretese, ma non divaghiamo troppo e restiamo in tema. Se Murnau, privo dei diritti sul personaggio di Dracula, realizzò comunque un film su un vampiro liberamente ispirato all'opera di Bram Stoker cambiando il nome del mostro in questione, il regista americano Sam Raimi ideò di suo pugno un eroe, o meglio, un antieroe oscuro e macabro per farla in barba a tutti i cinefumetti che imperversavano all'epoca (checché se ne dica i film con i supereroi abitano le sale cinematografiche da circa settant'anni). Decide quindi di inventare Darkman, un personaggio più vicino al Corvo di Proyas che non al Batman di Burton, uno che cerca vendetta e non giustizia, un terribile condottiero dell'oscurità ottimamente interpretato da Liam Neeson che sfrutta il suo ingegno e le sue scoperte scientifiche per farla pagare a chi l'ha costretto in quelle condizioni, sfigurato e senza più una vita (né una terminazione nervosa funzionante all'interno del suo corpo).
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4 settembre 2013
5 gennaio 2013
Mamma Ho Perso L'Aereo
"No, dai, basta, lo passano tutti gli anni, quest'anno non lo guardo." E con questo discorso sono andato avanti per una buona decina di Natali o poco più, evitando di vedere Mamma ho perso l'aereo per molto, forse troppo, tempo. Così, recuperata in DVD la vecchia opera di Chris Columbus, la riscoperta è stata duplice. Molti passaggi e molti personaggi erano stati rimossi dalla mia memoria labile e non rinfrescata per tanto tempo, con il risultato di trovarmi a rivedere questo film con gli occhi di un adolescente apparentemente maturo ma decisamente più grande. Il risultato? Lo stesso, ovvero divertimento puro e semplice ma pur sempre efficace e la visione del medesimo film con i medesimi occhi. Sì, perché Mamma ho perso l'aereo gode dell'incredibile capacità di farti tornare bambino e di simpatizzare con il protagonista qualunque età tu abbia. Saranno forse i mille personaggi secondari sgradevoli ad enfatizzare il ruolo del protagonista Macaulay Culkin, oppure il fatto di trovarsi da solo a dover difendere la propria casa, improvvisamente adulto e responsabile, pronto a fare la spesa, il bucato e quant'altro serva per riuscire a vivere come uno scapolo precoce.
16 dicembre 2012
La Recluta
Ci ha abituato a pellicole sempre più raffinate e ricche di contenuti veramente emozionanti, e forse andare a ripescare alcune vecchie pellicole della sua filmografia non è decisamente positivo. Certo è che chi ama Clint Eastwood vuole recuperare ogni singola pellicola che il regista è riuscito a dirigere, per cui bisogna prepararsi ad opere meno impegnate e più propense ad essere polizieschi da popcorn e birra. La Recluta è qualcosina in più, ma non aspettatevi nulla di eccelso: si annusa certo l'aria di cambiamento, soprattutto se si guarda l'importanza che Eastwood dà al protagonista interpretato da Charlie Sheen, avvolgendo la sua figura tra misteri del passato e blocchi psicologici causati da traumi infantili.
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