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6 marzo 2014

La Bella e la Bestia

Se si provasse a paragonare la pellicola di Christophe Gans con, ad esempio, il popolare e omonimo film d'animazione Disney, sarebbe anche troppo facile sminuire il lavoro del francese. Tuttavia evitiamo qualunque confronto (che, per me, è la più becera e semplicistica forma di analisi) e concentriamo le nostre forze invece sul perché questa nuova edizione de La Bella e la Bestia, tornata in Francia dopo l'epica versione di Jean Cocteau, non funziona. La storia è ben nota a tutti, tuttavia Gans cerca di sfruttare l'effetto sorpresa troppo spesso, sviluppando la narrazione su tre diversi piani temporali: il presente, dove due bambini stanno ascoltando la storia narrata da due sinuose labbra che, secondo il regista, dovrebbero restare avvolte nel mistero; la storia stessa, un ipotetico passato che verrà confermato (o smentito) nel finale; i flashback narrativi, dove scopriamo il "misterioso" passato della Bestia famelica, brutta e spaventosa.

20 dicembre 2013

Smiley

Meraviglioso, questo film, che riesce a prendere una intuizione geniale figlia dei nostri giorni e a buttarla nel cestino senza vergognarsene. Se volete tentare la strada del cinema cominciando dal genere horror, prendete questo film come esempio per scrivere e dirigere l'esatto opposto. Smiley mette in scena un terribile demone del web che, secondo una leggenda metropolitana, può essere evocato scrivendo una formula magica in chat per uccidere la persona con cui si sta parlando online. Webcam, computer e tanta voglia di proporre al pubblico un nuovo mostro da poter sfruttare, peccato che Michael J. Gallagher non riesca a capire se guardare più al cinema di Wes Craven o a quello in stile Funny Games di Michael Haneke, imbastendo un horror a bassissimo costo che non riesce né a divertire né ad essere preso sul serio.

12 dicembre 2013

Dark Skies - Oscure Presenze

Gli alieni sono tra noi da ormai moltissimo tempo e il nostro mondo ha subito una invasione senza che noi ce ne accorgessimo. Così loro ci inseguono, ci torturano per giorni e poi ci rapiscono, per fare qualcosa che non scopriremo mai, come non scopriremo mai il perché debbano rapirci. Che cosa si nasconde dietro ai macchinosi rapimenti di questi Grigi? Una domanda a cui Dark Skies - Oscure presenze preferisce non dare risposta, forse per rendere meglio il senso di confusione che provano i protagonisti, due genitori che si vedono portare via il loro figlio senza nessun motivo preciso. Scott Stewart dirige questa pellicola in maniera del tutto canonica, senza particolari guizzi di stile e utilizzando i classici cliché dell'horror dallo spavento facile: musica alta al momento del salto dalla poltrona, montaggio serrato nei momenti di confusione, bambini che urlano guardando nel vuoto, possessioni che sembrano crisi epilettiche agli occhi dei medici e chi più ne ha più ne metta.

11 dicembre 2013

R.I.P.D. - Poliziotti dall'Aldilà

Non c'è limite al peggio, soprattutto se per peggio si intende una commedia che non fa ridere o un horror che non fa paura. In questo caso il peggio è un film incentrato sulla CGI, la quale risulta forse la più terrificante computer grafica del'anno. R.I.P.D. - Poliziotti dall'aldilà rimescola la classica formula in pieno stile Men in Black (entrambi i titoli citati sono tratti da fumetti) e mette i demoni al posto degli alieni. Ecco che abbiamo una coppia di terribili macchiette comiche impersonate da Jeff Bridges e dall'inespressivo Ryan Reynolds che si fanno strada tra defunti di ogni sorta nel disperato tentativo di salvare (ancora) il mondo. Peccato che il personaggio di Bridges non abbia il carisma del K di Tommy Lee Jones, tanto che al terzo minuto dalla sua comparsa in scena inizia ad essere più detestabile del protagonista, il classico bravo ragazzo incastrato da quelli più cattivi di lui (in questo caso Kevin Bacon; riuscirete mai a indovinare quale parte gli è stata affidata? Quella del cattivo, ovvio) e destinato a salvare il mondo.

28 novembre 2013

World War Z

Sarebbe potuta uscire una pellicola interessante dall'opera letteraria di Max Brooks, poiché più di una volta all'interno del film si percepisce che c'è qualcosa di particolare che non viene detto, raccontato o approfondito. World War Z commette il tragico errore di trasformarsi già dopo i primi cinque minuti in una pellicola commerciale ad alto tasso di effetti digitali, dove a farla da padrone è più lo spavento immediato che non la suggestione a lungo termine e nella quale Brad Pitt è stato ingaggiato probabilmente solo perché Will Smith era impegnato, o più probabilmente perché aveva già rovinato gli zombi in un altro scempio cinematografico che porta il titolo di Io sono leggenda e infilare qui lo stesso attore di un film dal plot simile avrebbe creato nello spettatore un confuso senso di deja-vu. Fatto sta che Marc Forster ci mette pochissimo impegno, quel tanto che basta per trasformare questo prodotto in un videogioco a livelli come quelli che si possono trovare nelle sale giochi più scarse del paese, in cui ogni evento è uno schema da superare, con il suo boss da sconfiggere e con l'inevitabile fuga conclusiva per passare a quello successivo.

21 novembre 2013

L'uomo d'Acciaio

Con la nuova ondata di supereroi che negli ultimi 15 anni ha letteralmente invaso le sale cinematografiche, non poteva non tornare sul grande schermo l'archetipo dell'eroe in calzamaglia, il punto di riferimento per eccellenza, l'incarnazione dei buoni valori e del sacrificio, in una parola: Superman. Peccato che a scrivere il reboot delle avventure del difensore di Metropolis sia il temibile David S. Goyer, il vero villain di questo film (perché, diciamocelo, Zod non era poi così malvagio, voleva solo ripristinare il suo amato pianeta, era un tradizionalista), che con la sua spietata penna e la sua totale incapacità di stendere una sceneggiatura che possa essere chiamata con questo nome inserisce dialoghi discontinui e momenti assolutamente nonsense che trasformano il film in una accozzaglia di situazioni e in una storia di vendetta.

16 novembre 2013

Kick-Ass 2

Con uno stile tipicamente classico e con una mano semplicemente anonima, Jeff Wadlow riadatta per lo schermo il secondo capitolo delle avventure di Kick-Ass, l'eroe/antieroe che Mark Millar ha creato per la carta e che Matthew Vaughn ha ritoccato per la prima volta per il cinema. Kick-Ass 2 è una storia di vendette e di alleanze, di rimpianti e di promesse, di ribellione e di crescita; in una parola: di adolescenza. Ma i temi sono troppi (soprattutto perché Wadlow recupera qualche idea anche dallo spin-off Hit Girl, pensando male che nel seguito ufficiale ci fossero pochi spunti), o troppo poco esplorati, o eccessivamente superficiali per toccare l'animo dello spettatore, che può anche divertirsi a vedere nuovamente Chloe Moretz e Aaron Taylor Johnson "spaccare culi" sul grande schermo, ma che non viene colpito come è successo con il primo capitolo.

25 settembre 2013

Dylan Dog - Il Film

Mi dispiace tornare dopo qualche giorno di assenza con questa terribile pellicola, ma purtroppo la mia regola principale (recensire qualunque cosa guardi) non ammette eccezioni, nonostante qualcuna di queste recensioni arrivi con un po' di ritardo. Ma questo... questo... Questo film non merita assolutamente nessuna attenzione e nessuna difesa. Dovrebbe essere bruciato assieme al produttore che ha pensato di realizzarlo in questo modo. Non voglio soffermarmi sulla diversità tra fumetto e film (in quanto non solo non è una cosa che rientra nei miei interessi, ma non ne avrei neppure la capacità necessaria, poiché non ho mai letto una pagina di Dylan Dog), anche perché bastano già da soli i numerosi difetti cinematografici di questa pellicola a renderla inguardabile e orrenda.

10 agosto 2013

Blu Profondo

Non tutti i mali vengono per nuocere, dice un detto giustamente applicabile per questo film. Diretto da Renny Harlin (mestierante esperto in film d'azione, alcuni dei quali anche abbastanza famosi), Blu Profondo cerca di fare riaffiorare la passione per i monster movie nel pubblico, mescolando il genere di serie B a qualcosa di più interessante e potenzialmente più curioso. Peccato che alla fin fine all'interno di questo film rimanga ben poco di salvabile. A metà tra il trash puro e il cinema delle tematiche, il risultato finale non è altro che un lavoro che viaggia a metà tra le due definizioni sopracitate e che non riesce a decidere quale direzione prendere. Si deridono i protagonisti per la loro stupidità (com'è giusto che sia in un horror movie di serie B), ma non si può fare altrettanto con la pessima CGI e i terribili dialoghi scritti da ben tre sceneggiatori (Donna Powers, Wayne Powers e Duncan Kennedy) ed è proprio qui che risiede l'incomprensibile: com'è possibile che sei mani al lavoro sullo script di questo film abbiano partorito un'idea così semplice, scontata e tanto banale come questa? Non avrebbero potuto spingersi verso fronti più interessanti? 

28 maggio 2013

Batman & Robin

Con un successo economico alle spalle, anche se la critica si divertì non poco a massacrare il prodotto finale, Joel Schumacher prende nuovamente in mano le redini della saga ufficiale dedicata al Cavaliere Oscuro e ne dirige un nuovo film in cui purtroppo le cose sono davvero tante e all'interno del quale c'è ben poco che funziona come dovrebbe, per non dire nulla. Se, infatti, in Batman Forever la carne al fuoco era già troppa, figuriamoci ora con tutte queste sottotrame da gestire! Ma la spudorata semplicità della sceneggiatura è soltanto il male minore di questa orripilante pellicola. Continuando sul filone della scrittura eccessivamente lasciata correre possiamo notare notevoli errori nei dialoghi, tra i quali il più grave è sicuramente la ripetizione delle battute (Poison Ivy che ha le fattezze di una sprecatissima Uma Thurman si sente dire per ben due volte la frase “ora ti trasformo in concime”), oppure i lunghissimi monologhi di buoni e cattivi durante i duelli, che rendono il tutto completamente irreale e inverosimile. Per non parlare, poi, della stupidità dei personaggi: Mr. Freeze che dirige un coro al ritmo di Hey, mr. White Christmas, gli ostaggi che tifano per Batman anziché cercare di salvarsi la pelle, Flagello, sul quale si potrebbe scrivere un intero libro.

3 aprile 2013

Pirati dei Caraibi - Oltre i Confini del Mare

Continuano senza freni le rocambolesche avventure del capitano Jack Sparrow e di tutti i personaggi che si sono insediati all'interno dell'immaginario collettivo riproponendo sul grande schermo le avventure piratesche come non se ne vedevano dai tempi del film di Polanski. Tuttavia il sapore di franchise si sente e la standardizzazione dei personaggi e delle situazioni pesa più di quanto non voglia trasparire in questo quarto episodio che in Italia prende il nome di Pirati dei Caraibi - Oltre i Confini del Mare. Gore Verbinski molla il timone della regia e offre la sua bella seggiola a Rob Marshall, autore che finora si è cimentato in film ben diversi dallo stile visivo e goliardico a cui l'autore dei primi tre episodi ci ha abituato. La pesantezza della mano meno saggia e meno esperta di Marshall si sente, e il regista preferisce affidare l'onere di tirare avanti la storia per più di due ore e un quarto alle gag sempre simpatiche e spigliate della sceneggiatura di Terry Rossio e Ted Elliott, portate sullo schermo dal cast di bravi attori che comunque ammiccano al pubblico strizzando qualche volta un occhio qualche altra tutti e due.

25 marzo 2013

Red Eye

Conosciuto come uno dei più importanti maestri dell'horror degli anni '70/'80, Wes Craven ha saputo regalare al suo pubblico non solo delle pellicole davvero ben costruite, ma anche personaggi indimenticabili e sfruttati fino all'osso dalle major che li hanno lanciati per la prima volta (il primo che viene in mente è sicuramente Freddy Krueger, seguito da Ghostface). Con il passare del tempo però lo smalto di questo grande autore horror è andato a perdersi e il regista non è riuscito a mantenere vive la tensione e l'ironia tipiche dei suoi film, soprattutto in questo particolare lavoro. Complice una produzione DreamWorks che c'entra ben poco con i toni cupi e sanguinolenti a cui Craven ci ha sempre abituato, Red Eye è un film riuscito solamente fino alla fine del primo tempo, ovvero finché i due protagonisti restano all'interno dell'aereo. Appena usciti dal mezzo i due perdono ogni caratteristica che li ha fatti diventare interessanti durante la prima parte e diventano dei personaggi completamente diversi da come ci sono stati raccontati fino a quel momento.

28 febbraio 2013

Prince of Persia - Le Sabbie del Tempo

Dopo l'inaspettato e prevedibile successo dell'ormai iconica saga dedicata ai Pirati dei Caraibi del parco giochi Disneyworld, la casa di produzione Disney assieme al produttore esecutivo Jerry Bruckheimer hanno deciso di provarci ancora una volta insieme, portando sul grande schermo quella che è una delle più famose serie videoludiche degli ultimi anni, sperando di riuscire a tirarne fuori una nuova trilogia e di trasformarla ben presto in un redditizio franchise. Prince of Persia - Le sabbie del tempo ha tutte le carte in regola per diventare questo, almeno a livello di idea, perché il risultato finale del prodotto lascia piuttosto a desiderare. Diretto da Mike Newell questo film scivola nel commerciale già dall'inizio, con ridondanti dialoghi fuoricampo, didascalie inutili di fronte alle città e continui momenti in cui lo spettatore resta più che perplesso nel vedere come vengono risolte alcune situazioni.

12 febbraio 2013

Dragonball Evolution

Il più moderno tentativo americano di trasportare l'epica storia ideata da Akira Toriyama tanto tempo fa in un film commerciale di poche pretese si trasforma ben presto in una accozzaglia di rimandi alla filosofia orientale suddiviso principalmente in due parti: nella prima parte si ride a crepapelle per le continue stupidaggini di sceneggiatura, regia e montaggio inserite all'interno della trama, mentre la seconda parte è una continua noia mortale nel disperato tentativo che una orripilante Computer Grafica ed un trucco che definire semplice è riduttivo possano congiungersi e dare vita ad un combattimento finale quantomeno goliardico. Dragonball Evolution risulta invece, nel suo complesso, l'ABC dell'anti-cinema sia commerciale che d'autore, a causa della sua regia non-regia, del suo montaggio-non montaggio e della sua fotografia-non fotografia. Il peggior risultato di tutti lo ottiene James Wong che oltre a prendere le redini di un progetto tanto ambizioso sembra quasi non sapere che cosa sia una macchina da presa: carrelli che si inclinano senza una motivazione, giochi di fuoco superflui e mal fatti, sequenze d'azione lente e piatte e così via.

22 gennaio 2013

Shark Night - Il Lago del Terrore

Questo breve articolo non dovrà essere utile per avvisarvi o per darvi una opinione su questa pellicola dal titolo molto poco promettente, ma spero servirà a mettervi in guardia. Molti amanti della settimana arte si divertono a vedere film di serie B e pellicole horror/thriller di seconda mano girate per al solo scopo di intrattenere lo spettatore ed ammiccare al vecchio cinema di qualità. Shark Night - Il lago del terrore, però, non riesce ad intrattenere né tanto meno a divertire lo spettatore, salvo giusto un paio di scene talmente esagerate da risultare ridicole per necessità. Il film di David R. Ellis non sembra nemmeno nascere come un tentativo di regalare qualcosa di nuovi ai film in cui gli squali vengono demonizzati dall'uomo come macchine assassine, anzi ad una sceneggiatura piatta e tendente ad un pubblico prettamente adolescenziale scritta da Will Hayes e Jesse Studenberg si approccia una regia tipicamente americana e classicista.

9 gennaio 2013

L'incredibile Hulk

Un grossissimo punto interrogativo aleggia attorno a questa pellicola, che ha diviso in maniera netta i fan del gigante verde, ma che ha comunque deluso una grossa fetta del pubblico Marveliano, facendo apparire Hulk come uno dei più difficili personaggi dei fumetti da portare sul grande schermo. Già Ang Lee aveva diviso critica e pubblico con il suo precedente capitolo, ma ora Louis Leterrier lo fa in maniera più evidente e diretta. Chi ama le storie coerenti e un pizzico di originalità rimarrà terribilmente deluso, soprattutto a causa dell'ottimo cast presente nel film capitanato da Edward Norton nei panni del dottor Bruce Banner, affiancato da Liv Tyler in quelli dell'amore impossibile Betty Ross e ostacolato da un terribile Tim Roth che interpreta la controparte umana del villain Abominio. Gli effetti speciali sono ottimi e la CGI rende giustizia ai protagonisti usciti dal fumetto, in particolare un Hulk finalmente interessante e per nulla gommoso. Interessanti le numerose citazioni, come i pantaloni viola, il cammeo di Lou Ferrigno, quello immancabile di Stan Lee, la definitiva frase "Hulk spacca" e il battito di mani del gigante per spegnere l'incendio. Ma le bellezze finiscono qui.

3 gennaio 2013

Ho Cercato il Tuo Nome

Nicholas Sparks è sicuramente uno degli autori letterari più abusati nel campo della trasposizione cinematografica moderna e commerciale (lo dico senza accuse, perché di fatto è quello che è). Purtroppo, però, i suoi racconti non sono sempre facili da trasporre in pellicola come le grandi produzioni pensano. A volte, infatti, capita che una storia abbia bisogno di più tempo e di più profondità per essere descritta al meglio e in tutta la sua ampiezza. È il caso di Ho cercato il tuo nome, un film che avrebbe tanto da dire, ma del quale lo spettatore riesce a grattare solo la superficie. La cosa che più delude del film è l’imponente mole di potenzialità sfruttata male.

Ti Stimo Fratello


C’è chi dice che Hollywood sia ormai una fabbrica di kolossal, invasa soprattutto da supereroi che diventano realtà, da fumetti che si trasformano in metri e metri di pellicola e di idee trite e ritrite. Se questo è il cinema americano, come definire allora quello italiano? Stereotipato, insulso, risibile, affascinante, monotono? Chi lo sa quale sia l’aggettivo giusto per definirlo. Chi lo sa se effettivamente c’è un aggettivo per definire tutto il cinema italiano. Certo è che, se il fenomeno sociologico americano è il cinecomic, in Italia abbiamo un altro richiamo di massa che risuona come campanellino da probabile buon incasso: la televisione. Sono tanti e incredibilmente diversi i personaggi che, prima di approdare sul grande schermo, fecero la loro gavetta in televisione. Ricordiamo il caso Checco Zalone con i suoi due film Cado dalle nubi e Che bella giornata, oppure il trio Aldo, Giovanni e Giacomo.

17 novembre 2012

Scontro tra Titani


Saranno poche le parole da spendere per questa pellicola, troppo caciarona e con pochi omaggi al film originale di Desmond Davis. Da un film intitolato Scontro tra Titani ci si aspetterebbe almeno uno “scontro” memorabile, soprattutto se il periodo in cui il film è previsto è quello della CGI e dell'adrenalina ad alto livello. È proprio qui, invece, che il film di Louis Leterrier pecca clamorosamente. Non possiamo negare che le battaglie epiche e computerizzate ci siano, ma presto cominciano a diventare ingestibili per l’autore, risultando al pubblico caotiche, confusionarie e quasi impossibili da seguire. Inoltre la CGI, se da un lato fa il suo grande lavoro di portare sullo schermo scorpioni giganti, dèi fluttuanti, mostri giganteschi e ibridi raccapriccianti, dall’altro non sempre risulta convincente, dimostrando anche in questo caso che Letterier ce la può fare solo fino a un certo punto.

Jack & Jill


Adam Sandler è, in positivo e in negativo, una icona del cinema comico americano. Molti lo gradiscono, alcuni lo amano e altri non lo sopportano proprio. Vedere un film con Adam Sandler può essere divertente e atroce allo stesso tempo. Se poi l’attore si sdoppia il risultato potrebbe essere o terribile o fantastico. Tutto dipende da un regista capace di dosare bene tutti gli elementi della storia. Cosa che, però, Dennis Dugan non è in grado di fare. Commedia semplice dai toni leggeri e dall’happy ending telefonato già prima che passassero il trailer nel sale, Jack & Jill sarebbe potuto diventare il fiore all’occhiello di Adam Sandler, che qui interpreta sia lui che lei e che avrebbe potuto battere i numerosi sdoppiamenti di persona del cinema hollywoodiano, tra i quali spicca il memorabile lavoro di Eddie Murphy ne Il Professore Matto.