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13 novembre 2014

All is Lost - Tutto è Perduto

Prima di cominciare questo post preferirei spendere qualche riga di onestà con chi deciderà di leggere quanto segue: la mia riflessione mi ha imposto di raccontare più avanti il finale del film, finale prevedibile e ovvio, ma se non amate i cosiddetti spoiler, vi invito prima alla visione del prodotto e solo poi alla lettura di quanto segue.
Sopravvivenza, attaccamento alla vita, combattere contro le avversità che essa ci mette davanti giorno dopo giorno, alcune frasi che esplicano nel migliore dei modi il film in questione. Quante volte al cinema abbiamo assistito a storie di questo tipo? Uno degli ultimi esempi è Gravity di Alfonso Cuaròn, con cui All is lost - Tutto è perduto ha qualcosa in comune. Se nel kolossal fantascientifico avevamo una Sandra Bullock che cercava di sopravvivere nello spazio (alterato al fine di far funzionare la sceneggiatura), in questo film di J.C. Candor troviamo un Robert Redford disperso in mezzo al mare mentre la sua barca affonda a causa di uno scontro con un container abbandonato (o smarrito, poco importa).

19 ottobre 2014

Ten Skies

Ho letto molti commenti in giro, superficiali e banali, su quanto quest'opera cinematografica sia inutile e superflua poiché, a detta degli utenti dei social, non c'è niente di interessante nell'assistere per 101 minuti circa a cieli inquadrati con una telecamera fissa. Non ho mai sentito pregiudizi peggiori di questo: Ten Skies è stato uno dei film più interessanti a cui abbia mai assistito, non tanto per i classici canoni che si ricercano in un film più alla portata di tutti, quanto per una serie di riflessioni alle quali la visione di questi dieci, fantastici cieli mi ha inevitabilmente portato. Ma partiamo da una delle critiche più insensate, giusto per rompere il ghiaccio: alcuni detrattori che non provano neppure ad avvicinarsi a James Benning (peccato) lo accusano di non fare cinema ma fotografie. La differenza però sta sia nel movimento degli oggetti inquadrati (nuvole, aerei imprevisti, fumo) sia nel tempo di fruizione di ogni presunta fotografia (che dovremmo chiamare inquadratura) stabilito dall'autore e non dal fruitore dell'opera: possiamo stare ore ed ore o pochi minuti a contemplare una foto, mentre per ognuna di queste inquadrature Benning ha scelto un determinato lasso di tempo, inviolabile a meno che tu non decida di non guardare più.

11 agosto 2014

The Wolf of Wall Street

Che bello farsi trascinare attraverso i 180 minuti di questa fantastica commedia biografica realizzata da un Martin Scorsese più che in ottima forma. E mentre tutto il mondo sta ancora discutendo se sia migliore questo The wolf of Wall Street o il meno recente Casinò, se la filmografia più moderna del regista valga quanto i suoi primi film come Toro scatenato o Taxi driver, se Scorsese sia ancora davvero un grandissimo regista (in questo caso la risposta è sì, e tanti saluti a tutti quelli che hanno il coraggio di sindacare su ciò), io mi sono goduto, seppur con un non indifferente ritardo, la sua ultima fatica, restandone assolutamente estasiato. È fantastico trovarsi di fronte a tutti quei sensazionali piani sequenza all'interno dell'ufficio sempre più grande di Jordan Belfort, impersonato da un Leonardo Di Caprio mai così azzeccato per un ruolo, audace e istrionico, pronto a raccontarci per una buona parte del film la sua storia. Letteralmente: lui ci guarda mentre il film scorre, mentre le cose vanno bene per Belfort e la sua Stratton Oakmont, facendoci vedere quanto sia bello e produttivo e rilassante fare il broker.

25 maggio 2014

Maps to the Stars

Non c'è niente da fare, signori miei, David Cronenberg è sempre una conferma, una sicurezza, un baluardo saldo di ciò che dovrebbe essere il cinema: storia, ma anche critica, spettacolo prima di tutto ma anche riflessione (come diceva Sergio Leone). Maps to the Stars è quindi prima di tutto la storia di una famiglia piena di scheletri nell'armadio (e anche piena di armadi, visto il loro conto in banca, per cui immaginatevi gli scheletri!): madre e figlio star dello spettacolo, padre (John Cusack si fa perdonare quella dozzinale performance in The Raven già dal primo fotogramma) guaritore e figlia abbandonata al suo destino in un ospedale psichiatrico. Quest'ultima arriva ad Hollywood per fare ammenda, conosce un intrigante autista di limousine con il quale cerca di avere una storia. La trama poi si infittisce e si sviluppa in un continuo susseguirsi di eventi che metterà ogni singolo personaggio di fronte (letteralmente) ai propri fantasmi, vivi o morti che siano, ed ognuno di loro cercherà, inutilmente, di affrontarli e sconfiggerli.

25 marzo 2014

Cosmopolis

Non si esagera mai quando si definisce David Cronenberg un genio della cinematografia. Precursore dei tempi moderni negli anni ottanta, maestro della metamorfosi mostruosa del corpo umano, interessante analista della psiche umana, con Cosmopolis si getta in un progetto ambizioso e folle: raccontare la nostra società attraverso l'economia, il capitalismo e il volto di Robert Pattinson. L'attore è infatti il protagonista di questa pellicola e interpreta il ruolo di Eric Parker, un ricco uomo d'affari di ventotto anni del quale seguiremo una giornata in limousine per andare a sistemarsi il taglio di capelli nella vecchia bottega in cui li tagliò per la prima volta da bambino. Durante il viaggio incontriamo tanti personaggi più o meno influenti nella vita di Eric, dalla sua attuale e fresca moglie fino alle sue scappatelle erotiche alla disperata ricerca di emozioni umane, le quali sembrano ormai scomparse dalla nostra società.

15 marzo 2014

Videodrome

Sono pellicole come questa quelle che non andranno mai dimenticate, che passeranno alla storia del cinema senza nessun intoppo. Ma con autori come David Cronenberg, sempre avanti con i tempi, è impossibile non aspettarsi opere talmente profonde da sorvolare gap generazionali e tecnologici. In Videodrome si parla della pericolosità di un determinato tipo di onde elettromagnetiche che, se assorbite dal cervello umano, provocano un tumore all'interno di esso; tuttavia questo non è l'unico effetto collaterale: confusione e allucinazioni infatti vanno di pari passo con quanto descritto sopra. Questo è ciò che accade al protagonista di questa storia, impersonato dal bravissimo James Woods, un produttore televisivo alla ricerca di un prodotto da lanciare sul mercato del piccolo schermo e con il quale sfondare qualunque indice d'ascolto. Trova in Videodrome una potenziale miniera d'oro: all'apparenza un prodotto volgare e forte, ricco di violenza di ogni tipo, si scopre presto essere invece il prototipo delle suddette onde che avranno lo scopo di controllare l'umanità e diventare quindi una nuova arma in mano all'America contro il resto del mondo.

1 febbraio 2014

Dallas Buyers Club

Chi grida al capolavoro farebbe bene a recuperarsi più film e meno filmetti, perché Dallas Buyers Club non è un capolavoro. Gli sceneggiatori Craig Borten e Melisa Wallack prendono spunto da un fatto realmente accaduto e romanzano la storia di Ron Woodrof nella maniera più canonica che il cinema americano possa confezionare. Momenti comici atti a sdrammatizzare la situazione, una pseudo-storia d'amore (definibile anche impossibile, vista la gravità della situazione) e la solita parabola del cinico che impara dalla vita ad essere altruista e tollerante. La storia di Woodrof è infatti quella di un eterosessuale omofobo a cui diagnosticano il virus dell'HIV ambientata nel periodo della scoperta imprevista di questa malattia. Dopo aver scoperto un'America che vuole farsi bella e che promuove farmaci fasulli come l'AZT anziché reperire dall'estero medicine veramente in grado di alleviare le sofferenze dei sieropositivi, Ron decide di dare battaglia al suo Governo e di importare illegalmente i farmaci, aprendo un vero e proprio club dal quale spartire le cure ai bisognosi.

25 dicembre 2013

Le Streghe di Salem

Impossibile uscire indifferenti dalla visione di Le streghe di Salem, pellicola che lentamente e senza alcuna fretta si innesta sotto la pelle dell'ignaro spettatore. Il film racconta la storia di una vendetta che attende di essere consumata da tantissimo tempo e che finalmente, si compirà proprio sotto i l nostro impotente sguardo. Heidi, impersonata da Sheri Moon, verrà trascinata in una voragine che la vedrà destinata ad un terrificante rituale satanico, come vuole la maledizione che venne scagliata sui suoi antenati. Senza poter fare nulla per contrastare queste forze superiori, la giovane vittima si lascerà trasportare dagli eventi e dalle streghe che, senza scrupoli, la guideranno violentemente lungo questo cammino già segnato. Così come Heidi va incontro al suo destino noi andiamo incontro alla visione di questo film senza nessuna possibilità di non rimanere colpiti dalla potenza visiva che Rob Zombie mette in scena: fedele al concetto di horror Kubrickiano in pieno stile Shining, l'autore decide di giocare tutte le sue scelte in modo da sconvolgere psicologicamente lo spettatore, per trascinarlo assieme alla protagonista in quella spirale senza ritorno che è il cuore della trama.

10 dicembre 2013

Blue Jasmine

Intimo e introspettivo, questo quarantatreesimo lavoro di Woody Allen si discosta dalla comicità italica del suo ultimo prodotto, concentrandosi invece sulla sua protagonista Jasmine, una donna completamente insoddisfatta della propria vita e piena di pretese, sempre alla ricerca di qualcosa di meglio. Blue Jasmine racconta con molta semplicità la sua storia in un susseguirsi di flashback che pian piano svelano gli antefatti di ciò che stiamo vedendo e anche la verità sulla persona che stiamo imparando a conoscere dalla perfida macchina da presa di Allen, che riesce ad estrapolare tutta la bruttezza (si fa per dire) di una Cate Blanchett favolosa nella sua parte, quella di una psicotica devastata da tanti traumi, il più grosso dei quali l'ha ferita nell'orgoglio e ha dato il via a tutte le conseguenze che verranno mostrate (prima e poi) dalla storia.

22 novembre 2013

Venere in Pelliccia

A tutti quelli che dicono che con l'avanzare dell'età si perde lo smalto e la freschezza tipica dei primi anni di lavoro contraddistinti da una frenetica passione giovanile io rispondo con un nome solo: Roman Polanski. Questo signore, a 80 anni, è ancora in grado di proporre al pubblico lavori originali ed esperimenti curiosi, riuscendo anche a raggiungere vette qualitativamente alte per quanto riguarda la riuscita complessiva del prodotto. Questa volta Polanski tenta per la prima volta di mettere in scena una commedia con due soli personaggi in un solo set, sua moglie Emmanuelle Seigner e il suo sosia Mathieu Amalric all'interno di un teatro. Emmanuelle è l'attrice Vanda e il personaggio Wanda, ma anche Venere, il forte Severin, una baccante, una spia, una psicanalista. Mathieu è Thomas, l'adattatore della piéce, ma anche l'autore dell'opera, il debole Severin, l'insicura Wanda, un attore, un paziente, un sospettato.

15 novembre 2013

Il Maledetto United

Dannazione, un film che parla di calcio! Devo vederlo per forza, anche se non mi interessa nulla dello sport in sé, perché è pur sempre un film di Tom Hooper, uno dei registi contemporanei più interessanti. Più o meno è stato questo il mio approccio (e credo quello di tutti coloro che si sono avvicinati al film pur non amando il gioco del pallone) a Il Maledetto United, finché poi non si comincia a notare che la macchina da presa sta più tempo sul viso dei protagonisti che dentro un campo da calcio. Questo è un film che inneggia allo sport ma che parla di personaggi: è una frase vecchia come il cinema, vero, ma è pur sempre la realtà e non si può parlare della pellicola senza tirare in ballo questo discorso scontatissimo, perché il cinema si fa con i personaggi e chi pensa che un pallone che rotola sia più interessante di un calciatore sudato e senza fiato che lo sta calciando probabilmente non è uno spettatore attento.

9 novembre 2013

Rosemary's Baby - Nastro Rosso a New York

Dio è morto si esclama ad un certo punto del film, continuando poi la frase con un elogio a Satana. Già dall'inizio, però, la pellicola sembra sottolineare questo breve e incisivo passaggio che sfocerà poi in un continuo vortice di illusioni e inganni, sia per lo spettatore che per la povera Rosemary Woodhouse, interpretata dalla fragile Mia Farrow, la quale diventerà vittima di una setta satanica che vuole impossessarsi di suo figlio per offrirlo in sacrificio al Diavolo. O almeno questo è ciò che sembra, ma qual è la verità che c'è dietro ai sospetti di Rosemary? Roman Polanski adatta per il grande schermo l'omonimo libro di Ira Levin scrivendone la sceneggiatura e curandone la regia nei più piccoli particolari, elaborando un crescendo esasperante di tensione e ansia, angoscia e timore per la povera e ingenua protagonista, unica figura angelica in un cast di deplorevoli personaggi negativi (la sola infatti vestita di un paradisiaco celeste), unico barlume di bontà in un mondo terrificante e marcio, votato al Male e terribilmente egoista.

8 novembre 2013

L'ultima Casa a Sinistra

C'è del preoccupante nel riproporre vecchi titoli in salsa moderna, ma c'è anche dell'interessante, perché se da un lato i remake accantonano l'opera datata per svecchiarla e riproporla ad un pubblico che non se la recupererebbe mai (un po' per mancanza di voglia e un po' per mancanza di possibilità, vista l'incredibile difficoltà nel reperire certi titoli legalmente), dall'altro questi progetti hanno il pregio di ricordare a tutti gli spettatori che c'è stata una versione precedente, migliore o peggiore che sia, e che è nel loro interesse recuperarla o meno. In questo caso scordare l'opera del 2009 di Dennis Illiadis e cercare in tutti i modi di reperire questo esordio registico del 1972 di Wes Craven sarebbe la cosa più giusta da fare. L'ultima casa a sinistra fece un enorme scalpore all'epoca e divise la critica in due, incapace di capire quale fosse il vero obiettivo dell'autore, il quale racconta una storia molto semplice: una ragazza viene rapita, stuprata e uccisa; gli assassini si fermano per caso in casa della loro vittima e i suoi genitori, una volta scoperto il tragico fatto, decidono di vendicarsi sugli stupratori.

5 novembre 2013

La Vita di Adele

Sembra incredibile uscire dalla sala cinematografica e ascoltare commenti di persone che hanno visto il tuo stesso film e non sono rimaste soddisfatte dalla visione. Incredibile, sì, perché La vita di Adele è un film pregno di emozioni narrate da una cinepresa opprimente e mai delicata, grazie alla quale Abdellatif Kechiche riesce a raccontare i suoi personaggi in maniera realistica e naturale, senza tralasciare nessun particolare. Il regista (e sceneggiatore, che riadatta assieme a Ghalia Lacroix i primi due capitoli della graphic novel Il blu è un colore caldo scritta da Julie Maroh) riesce ad immedesimarsi perfettamente in Adele, la sua giovane protagonista avida di vita e desiderosa di scoprirsi e di capire chi è. Assaporerà ogni cosa le capiterà a tiro e lo farà letteralmente, con la sua bocca sempre pronta a divorare e gustare tutto, dai cibi più particolari (le ostriche che tanto odiava all'inizio del film) fino alla carne di qualcun altro, in particolare Emma, interessante ragazza dai capelli blu che fa scoprire alla protagonista il suo lato omosessuale.

5 ottobre 2013

Gravity 3D

Come una bambina che lentamente cresce e prende confidenza con ciò che la circonda, Sandra Bullock scopre un mondo che non ha mai conosciuto, a migliaia di chilometri di distanza da quello che veniva sfiorato da lei fino a qualche giorno prima. Inviata nello spazio come supporto tecnico per una missione, vede il suo shuttle travolto da alcuni detriti imprevisti e dovrà cercare di salvarsi la pelle. In un primo momento verrà aiutata dal personaggio impersonato da George Clooney che, come una figura paterna, la guiderà e le spiegherà come si sopravvive in questi casi estremi, lui che di quel mondo è un esperto e ci ha vissuto una vita intera. Più avanti sarà costretta a proseguire da sola verso la salvezza, essendo riuscita a raggiungere una maturità tale da riuscire a sopravvivere anche da sola senza più l'appoggio di una figura paterna, che la lascia in balia della sua vita per amore e non per cattiveria. Ma le avversità della vita si fanno sentire ancora una volta e, come una tempesta, colpiscono ripetutamente e violentemente le povera donna la quale, sballottata dai detriti e in balia dell'assenza di gravità, si arrabbierà con la tecnologia che dovrebbe aiutarla e invocherà un soccorso esterno superiore, uno Houston invisibile e impercettibile, lontano, neutrale ed intangibile, che non le risponderà.

4 ottobre 2013

Blade II

Io odio i vampiri dice Nomak alle telecamere di sorveglianza mentre uccide due succhia-sangue in una maniera molto simile al loro modo di cacciare. Si conclude così la prima sequenza di Blade II, sequel che riporta ancora una volta sul grande schermo il personaggio marvelliano del Diurno, mezzo vampiro e mezzo essere umano, con tutti i pregi delle creature della notte e nessuno dei loro difetti, impersonato ancora una volta da Wesley Snipes. Una sequenza che non vede come principale protagonista l'effettivo personaggio che dà il nome alla pellicola quanto il suo nemico di turno: un esperimento genetico con intenzioni ostili sia nei confronti dei vampiri che degli esseri umani; questa scelta la dice lunga sul viaggio che ha intenzione di percorrere Guillermo Del Toro su uno script di David S. Goyer (ma è più che sicuro che il buon messicano ci ha messo le mani, tanto è perfetto il ritmo e il posizionamento delle sorprese all'interno del film), un viaggio interamente incentrato su Nomak, un villain costruito sulle fattezze di Luke Goss che incarna tutte le tematiche care a Del Toro.

4 settembre 2013

Darkman

Il cinema di una volta aveva il pregio di non interessarsi ai gusti del pubblico e di rischiare, di osare, di proporre cose nuove che seguivano l'ottica e la poetica degli artisti che le realizzavano, facendosi amare per quello che erano senza troppe pretese, ma non divaghiamo troppo e restiamo in tema. Se Murnau, privo dei diritti sul personaggio di Dracula, realizzò comunque un film su un vampiro liberamente ispirato all'opera di Bram Stoker cambiando il nome del mostro in questione, il regista americano Sam Raimi ideò di suo pugno un eroe, o meglio, un antieroe oscuro e macabro per farla in barba a tutti i cinefumetti che imperversavano all'epoca (checché se ne dica i film con i supereroi abitano le sale cinematografiche da circa settant'anni). Decide quindi di inventare Darkman, un personaggio più vicino al Corvo di Proyas che non al Batman di Burton, uno che cerca vendetta e non giustizia, un terribile condottiero dell'oscurità ottimamente interpretato da Liam Neeson che sfrutta il suo ingegno e le sue scoperte scientifiche per farla pagare a chi l'ha costretto in quelle condizioni, sfigurato e senza più una vita (né una terminazione nervosa funzionante all'interno del suo corpo).

3 settembre 2013

La Cosa

Uno dei più grossi esperimenti di puro cinema che non può mancare nella collezione di ogni cinefilo che si rispetti. Con La Cosa si riesce a ritornare a quel tipo di cinema fatto dagli artigiani senza però accorgersi che si stanno guardando maschere, modellini, sculture di lattice, gomma e quant'altro. Insomma, per farla breve e per utilizzare una frase ormai abusata: questo film non ha nulla da invidiare ai prodotti cinematografici moderni realizzati al pc. Anzi, semmai è proprio il contrario. John Carpenter decide di puntare tutto su un  equipe di professionisti, dal direttore di fotografia Dean Cundey all'allora giovane realizzatore di effetti speciali Rob Bottin, i quali insieme riescono a rendere credibile ogni pezzo di gomma messo in scena nel film, illuminando tutti i trucchi utilizzati abbastanza perché si vedano ma non abbastanza perché si veda che sono finti.

27 luglio 2013

Sweeney Todd - Il Diabolico Barbiere di Fleet Street

Particolare pellicola musicale, questo film rappresenta la prima esperienza canora per i due attori protagonisti nonché il primo lavoro inerente a questo genere per il regista di Burbank (se si escludono gli Oompa Loompa salterini e qualche altro intermezzo musicale nei suoi film passati). Tim Burton dirige ancora una volta il suo amico Johnny Depp rivisitando per il grande schermo il famoso musical di Hugh Wheeler e Stephen Sondheim, il primo autore dei testi e il secondo della componente musicale, il quale collabora anche con il regista per riadattare le canzoni per il film e comporne le tracce musicali. Sweeney Todd - Il Diabolico Barbiere di Fleet Street vanta un cast meraviglioso tra cui l'ottima Helena Bonham Carter, il grandissimo Alan Rickman, il meraviglioso caratterista Timothy Spall e il geniale Sacha Baron Cohen, che regala un intenso e quasi inaspettato momento di ironia e di ottima performance canora, senza dimenticare il già citato protagonista, che esce dai soliti personaggi freak per interpretare una cupa e vendicativa versione del suo Edward Mani di Forbice.

19 luglio 2013

Piranha

Sappiamo molto bene, a volte anche a nostre spese, che le grandi produzioni hanno l’abitudine di seguire la moda del momento per cercare di arraffarsi una fetta del bottino e incassare quanto più possibile. Lo squalo, nel 1975, è stato un film capace di fare esplodere un nuovo genere horror dedicato agli animali assassini, ai serial killer della natura. Qualche volta tali pellicole erano dei veri e propri scempi (si pensi, ad esempio, ai tre sequel che furono ricavati dal cult movie diretto da Steven Spielberg), altre volte invece si possono ammirare degli ottimi prodotti, capaci anche di fare riflettere in maniera critica nei confronti della società in cui viviamo. Quest'ultimo è proprio questo il caso di Piranha, una pellicola del 1978 che nacque con lo scopo di seguire la suddetta moda, ma che invece superò per qualità e contenuti tutti i suoi rivali e, in parte, anche il sopracitato film del Re Mida di Hollywood.