Si stenta a credere che sia un film italiano, questo Hungry Hearts, per via dei suoi toni così nordeuropei che rimandano, a tratti, al più datato Roman Polanski (un paio di volte volte mi è pure venuto da pensare che il film fosse un what if di Rosemary's Baby, ma lasciate perdere i miei voli pindarici). La trama è di una semplicità quasi imbarazzante: Jude e Mina si incontrano, si piacciono, si sposano, hanno un bambino e, assieme ad esso, nascono di conseguenza delle divergenze sulla crescita e la nutrizione del neonato. Lei è vegana, ma di quelle convinte, assolutiste e autoritarie, quasi dittatori che impongono il loro dogma a chi sta loro intorno. Tuttavia Saverio Costanzo, pur prendendo una posizione dichiarata e netta nei confronti di questa scelta di vita, non la accusa direttamente, aggira anzi in maniera intelligente l'ostacolo decidendo di dare ad un medico le parole più adeguate per esprimere il concetto chiave: Non c'è niente di male, ma che cosa mangia il bambino?
