Tutto quello che ha un inizio ha una fine, queste sono le parole che l'Oracolo pronuncia prima di entrare a far parte dell'armata di agenti Smith pronta a prendere il controllo su entrambi i mondi e a sconfiggere per sempre Neo e tutti i ribelli di Zion, mentre dall'altra parte incalza la guerra tra umani e macchine in una disperata lotta per la sopravvivenza. L'ultima parte di questa trilogia che definisce i tre atti fondamentali del cammino dell'eroe espone quello conclusivo, ovvero il sacrificio dell'Eletto. A Neo, aka Keanu Reeves, sarà imposto di decidere se dare la sua vita per la sopravvivenza di tutti oppure scegliere di liberarsi dal giogo dell'eletto e andarsene per sempre con la sua bella Trinity, ovvero Carrie-Anne Moss, ma la scelta è già stata fatta (nei precedenti film), ora la si deve solo comprendere. La conclusione del proprio cammino l'eroe la deve fare da solo, posto com'è davanti ad un potere più forte di lui ma pronto a collaborare affinché tra umani e macchine possa regnare la pace.
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17 febbraio 2013
7 febbraio 2013
Matrix Reloaded
Prima di proseguire nella lettura, vorrei avvisarvi che la seguente recensione non sarà esente da spoiler, seppure minori, che potrebbero comunque rovinarvi qualche bel momento del film. Continuate pure a leggere, ma a vostro rischio e pericolo. Nuove minacce arrivano dal mondo delle macchine, nuovi problemi all'interno del sistema Matrix creato per tenere sotto controllo gli esseri umani. La battaglia per il mondo reale si fa sempre più vicina ora che le macchine si preparano a distruggere Zion, mentre l'agente Smith (Hugo Weaving) è ritornato sotto forma di virus dopo essere stato ucciso da Neo (Keanu Reeves) alla fine del primo capitolo. Le cose si complicano, insomma, all'interno di Matrix Reloaded e i fratelli Wachowski hanno deciso di puntare ogni loro idea all'interno di una ormai certa trilogia. Con questo secondo episodio si passa ad una nuova fase del cammino dell'eroe, ovvero quella in cui egli scopre ciò che dovrà affrontare per fare in modo che la sua missione abbia successo.
5 febbraio 2013
Matrix
Fantascienza: questa parola ha fatto in modo che la fantasia dei creatori di storie non si esaurisse mai. Con lo sguardo rivolto al futuro ma con una sempre particolare attenzione all'umanità, essa è sempre stata la portatrice di innovazioni per eccellenza, pur basandosi su concetti ben noti e ormai definibili onnipresenti all'interno della nostra cultura. Caso principale della fantascienza contemporanea è Matrix, idea originale dei fratelli Wachowski che recuperano non poche tematiche già trattate nella storia dell'uomo, creando scalpore per i chiari rimandi ad altre opere (come Ghost in the shell, dal quale è stato ripreso il codice numerico verde) e dei quasi plagi di altre pellicole. Ma diciamo le cose come stanno, la ricerca della verità e della conoscenza, la tematica di una prigione virtuale e invisibile creata appositamente da uno stato superiore sono concetti talmente interessanti che nessuno può dire di non essere stato influenzato da chi li ha già trattati prima di lui, e i Wachowski non sono da meno.
11 gennaio 2013
Cloud Atlas
I due fratelli autori della filosofica trilogia di Matrix ritornano sul grande schermo per portarci una nuova pellicola piena di temi interessanti e di spunti di riflessione. Ad arricchire Cloud Atlas di tutto questo ci pensa prima di tutto la sceneggiatura che rivisita per il grande schermo il romanzo L'atlante delle nuvole di David Mitchell, riempiendolo ancora di più di temi contemporanei senza però snaturarne la storia. Gli autori di questa pellicola sono tre, oltre a Andy Wachowski e al suo immancabile parente (non saprei se definirlo fratello o sorella) Lana Wachowski, a completare il trittico c'è il nome di Tom Tykwer, che aiuta a gestire l'enormità di tutto questo materiale sia come regista che come sceneggiatore. Il film riesce ad essere un fantastico affresco di diversi mondi e periodi storici, tutti con una loro storia da raccontare, che però fanno molta fatica ad incastrarsi tra di loro a causa dell'eccessivo numero: sei racconti diversi sono davvero tanti da portare avanti, e le tre ore o poco meno di durata non facilitano la sopportazione della storia, qualche lunghismo di troppo si sarebbe potuto evitare, riducendo la pellicola almeno di una ventina di minuti.
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