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12 settembre 2016

Ghostbusters

Per quanto possiate sforzarvi, per quanto vogliate a tutti i costi marcare considerevolmente gli errori ed i lati negativi di questo prodotto, non riuscirete, miei cari fanboy della vecchia guardia, ad affossare completamente il lavoro del regista Paul Feig su questa nuova versione dei famosi ed acclamati acchiappafantasmi. Il reboot al femminile di Ghostbusters riesce infatti a rinfrescare il franchise senza troppi problemi, puntando sul rinnovamento senza dimenticarsi di ammiccare qui e là a ciò che è già stato fatto.

La trama è piuttosto elementare: quattro sgangherati personaggi femminili esperti (più o meno) di scienza si ritrovano a studiare i fenomeni paranormali che inspiegabilmente si manifestano uno dietro l'altro tra i palazzi di New York; il resto potete intuirlo senza troppi problemi. Ebbene, se la storia non propone particolari innovazioni rispetto al vecchio e amato prodotto del 1984 di Ivan Reitman (qui in veste di produttore esecutivo), ecco che la novità viene portata sullo schermo dai personaggi e dalle loro interpretazioni.

24 agosto 2016

Captain America: Civil War

Bisogna ammetterlo: è da quando annunciarono il primo Avengers che gli appassionati di fumetti aspettano con ansia un adattamento cinematografico di una delle saghe che ha cambiato il concetto stesso di comic book, aprendo le porte a quei cambiamenti inaspettati che passano dallo SpiderMan afroamericano al Capitan America nazista, dal figlio di Batman al tragico Ultimatum dell'universo Ultimate. Tutti, quindi, me compreso, volevano vedere la maestosa Guerra Civile degli eroi marvelliani trasposta sul grande schermo. Ammetto che, col passare del tempo, con l'alzarsi della mia età anagrafica e l'abbassarsi della qualità dei prodotti di intrattenimento, questo desiderio è andato scemando, tuttavia non possiamo dire di no all'evento dell'anno, così eccoci qua a parlare di Captain America: Civil War, uno dei film più anonimi e bizzarri di questo 2016.

23 agosto 2016

Batman V Superman - Dawn of Justice


Voglio essere sincero con voi, sarà veramente faticoso descrivere tutto quello che ho provato nell'assistere a queste interminabili due ore e più di film per il quale, ad essere onesti, nutrivo già bassissime aspettative. Cosa lo guardi a fare? mi chiederete. È presto detto: con L'uomo d'acciaio provai un bizzarro piacere nel deridere la grossolana inefficacia della regia di Zack Snyder, per cui speravo di ritrovare la stessa gioia anche nella visione di questo prodotto. Ebbene, essa è tornata per poi spegnersi subito dopo la prima triste mezz'ora di carrellate caotiche e montaggio confusionario, quasi come se i film di Snyder si possano comprendere solo se utilizza i ralenti, in modo tale che la mente dello spettatore possa focalizzare punti cardine nella scena e non perdersi nei meandri delle inquadrature appiccicate tra di loro in maniera esageratamente serrata.

6 maggio 2015

Avengers: Age of Ultron

Un sensazionale piano sequenza che rimanda al precedente capitolo della saga introduce questo film, a significare che questa volta gli Avengers partono assemble per poi sgretolarsi man mano e ritrovarsi nuovamente in corso d'opera. Ma anche che Joss Whedon ricorda con nostalgia l'entusiasmo del primo film, come se dicesse: ecco, vedete questa roba qui? Scordatevela, perché le prossime due ore saranno tutto l'opposto! Mantiene la promessa, il vecchio Joss, e ci offre un prodotto incerto e confuso, caotico e poco goliardico, il quale sembra prendere spunto dal peggior cinema americano piuttosto che da quanto di buono ci sia stato nell'Universo Marvel finora. Avengers: Age of Ultron riporta in scena quindi il supergruppo marveliano per eccellenza, pronto a sconfiggere una nuova terribile minaccia per l'umanità: Ultron, un programma senziente che decide che l'unico modo per salvare la Terra è quello di distruggere la razza umana. Peccato però che a questo machiavellico antagonista non venga dato il giusto spazio intellettuale, il quale si limita ad una pseudo-malvagità fatta solo di parole, che però non trova un effettivo riscontro negli intenti del villain.

25 marzo 2015

Insurgent

Dopo il pessimo primo capitolo che aprì le danze a questa nuova serie di film dedicata ai giovani adulti in corsa per la sopravvivenza, arriva il nuovo episodio della Divergent Saga, intitolato Insurgent. L'ex regista Neil Burger indossa qui le vesti di produttore esecutivo, lasciando il timone ad un ben più abile Robert Schwentke che, tra alti e bassi, è riuscito a dimostrarsi un discreto mestierante se messo al servizio della giusta sceneggiatura. Con il primo capitolo abbiamo conosciuto i personaggi e scoperto i rapporti che intercorrono nella società governata da un'accigliata Kate Winslet, dove i divergenti sono la razza da distruggere perché impossibile da integrare nell'ordine organizzato e pensato per tutelare la città e la razza umana. In questa seconda parte la storia d'amore tra Theo James e Shailene Woodley comincia a consolidarsi e alcuni dei gruppi della città iniziano a collaborare con il nugolo di divergenti a cui il governo dà la caccia. Riusciranno i nostri eroi eccetera eccetera?

6 dicembre 2014

Tartarughe Ninja

Alla fine ci provi e li guardi, decidi di dar loro una possibilità, perché in fondo anche questi film che sono dei prodotti di marketing annunciati a gran voce hanno bisogno di una chance, e invece, come il più delle volte, ti ritrovi lì ad aspettare annoiato la fine della pellicola che speri arrivi il più presto possibile, tant'è che ti stupisci che il film non duri più dell'ora e mezza e rientri nei canoni del semplice blockbuster d'intrattenimento. Come si fa, poi, a farsi venire la voglia di sparare a zero sul nuovo Tartarughe Ninja, che di nuovo ha solo il lato migliore di Megan Fox e il design di quattro tartarughe con un look più realistico, più digitale degli ormai iconici costumi in lattice degli anni '90, quegli intramontabili pupazzoni che erano dichiaratamente finti e per nulla credibili, ma che ci facevano divertire (forse anche di più) di queste nuove tecnologie ormai per nulla stupefacenti. C'è ben poco da dire sulla storia del film, il quale ricalca, anche se non fedelmente - probabilmente proprio per cercare uno spiraglio che faccia discutere il pubblico - la popolare storia delle tartarughe chiamate come i pittori rinascimentali italiani e ghiotte di pizza, cresciute in una fogna da un topo ninja, le quali devono sconfiggere il terribile clan del piede (nome chiamato in causa almeno quaranta volte solo nei primi venti minuti di film, per poi sparire per sempre e trasformarsi in Shredder nel secondo tempo) che minaccia la città di New York.

22 novembre 2014

Dracula Untold

Non c'è voluto molto affinché anche Universal Pictures si accodasse a questo filone di film/spin-off a incastro che la Marvel/Disney ha inaugurato con il suo Cinematic Universe, seguita a ruota da Warner Bros. e dai suoi già annunciati film dedicati ai personaggi DC Comics. Universal, non avendo diritti su nessun universo fumettistico, ha deciso di puntare sul suo cavallo di battaglia: i mostri, lanciati e rilanciati, proposti e riproposti, già visti in tutte le salse. Oppure no? La scritta Untold che conclude il titolo del film in questione ci suggerisce qualcosa di sconosciuto, di mai visto, di appena accennato in altre pellicole; sarà la verità? Ebbene sì, Dracula Untold recupera l'incipit ideato da Francis Ford Coppola per il suo film dedicato al personaggio creato da Bram Stoker e ne fa una versione romantica e disperata, raccontando l'uomo dietro il mostro. Così Luke Evans presta il suo volto e il suo fisico ad un Vlad Tepes, principe impalatore costretto dal padre a combattere per il sultano e deciso a non far soffrire la sua stessa sorte a suo figlio. Così, pur di sconfiggere l'esercito del terribile sovrano, Vlad decide di immolarsi e di diventare la creatura che vive nella montagna.

19 novembre 2014

Guardiani della Galassia

Uomini di latta, superuomini, giganti verdi, mutanti, alieni, supereroi con superproblemi, antieroi, eroi improvvisati, supergruppi; dopo una lista talmente lunga da permettere alle grosse major di propinarci un cinecomic al mese (all'incirca) la speranza in qualcosa di diverso, particolare, curioso e fresco era ormai svanita. Mai pregiudizio fu più errato: James Gunn entra in contropiede nel mondo dei fumetti, se ne frega di tutti, sta alle regole della Disney/Marvel ma si impone come un nostalgico autore di un cinema che ormai è merce sempre più rara, quei blockbuster che accontentavano pubblico, critica e botteghino e che servivano sì a rimpinguare le casse delle produzioni, ma che riuscivano anche ad offrire del sano divertimento goliardico senza la pretesa di puntare sull'eccesso di seriosità o sull'abuso della risata facile, con il rischio di rivolgersi ad un pubblico o di soli adulti o di soli bambini (leggi anche fanboy).
Guardiani della Galassia è finalmente del sano divertimento per tutti che non ha paura di mettere in gioco riferimenti sessuali e personaggi non completamente eroici, ognuno con il proprio obiettivo e i propri trascorsi, i quali si troveranno inevitabilmente a collaborare per necessità. Siamo ben lontani da quell'universo in cui Iron Man se la faceva nella tuta, o dove Spider-Man non sentiva il peso della morte di suo zio: qui, nella galassia, il passato è un tormento continuo, un'ombra dalla quale non si può fuggire e, sebbene ci si possa ironizzare sopra e riderci di gusto (e con gusto), c'è sempre quell'alone di timore che esso torni prima del previsto a bussare alle porte di ognuno dei personaggi principali. Certo, ci sono sempre i super colorati e pastellosi villain di casa Marvel da combattere, ma già lo scrollarsi di dosso l'ironia forzata e, soprattutto, il "bambino-di-riferimento" (il solito bimbo messo in scena affinché il pubblico di infanti possa identificarsi nella pellicola, lo potete trovare in Iron-Man 3, nei due The Amazing Spider-Man, in Thor - The Dark World e persino in The Lone Ranger, che non è Marvel ma è pur sempre Disney), limitando questa figura ai primi tre minuti, essenziali per entrare in empatia con Starlord già da subito: personaggio adulto e bambino nella stessa pellicola, è finalmente punto di congiunzione dei due diversi pubblici (colpo da maestro), impersonato dall'ottimo Chris Pratt. Poi c'è Zoe Saldana, riferimento femminile e quota rosa del supergruppo, il brutale dal cuore d'oro Dave Bautista e il duo di spalle comiche in CGI che hanno le voci di Vin Diesel e Bradley Cooper e che, se vogliamo seguire la folla che lo elogia a nuovo Guerre Stellari, possiamo paragonare a Ian Solo e Chewbacca. Ogni personaggio vuole essere compreso fino in fondo dallo spettatore che, divertito, si lascia trascinare in questa sfrenata corsa per tutto l'universo dove le emozioni non mancano, ma le quali non sovrastano in nessun modo tutto ciò che ci vuole per confezionare un ottimo blockbuster d'intrattenimento: ritmo, azione, divertimento, ottimi effetti speciali, regia pulita e mai caotica. Il tutto farcito da apprezzabili riferimenti alla cultura pop degli anni 70/80, dalle musiche al già nominato Star Wars. Speriamo solo che nel prossimo capitolo non si scopra che Starlord è il figlio di Darth Vader!

29 agosto 2014

Captain America: The Winter Soldier

Ancora una volta l'America è nei guai: una grande minaccia si insidia all'interno dell'intelligence più importante del mondo Marvel, lo S.H.I.E.L.D., e servirà l'iconico eroe a stelle e strisce con il suo (non tanto) luminoso scudo per sventare il terribile pericolo. Divertente intrattenimento politico che gioca degnamente le sue carte senza scivolare nella comicità forzata tipica di alcuni titoli imparentati con lui, questo Captain America: The winter soldier può essere sicuramente considerato una prova discretamente superata. Lungi da me, quindi, sminuire il film o raccontarlo per qualcosa che non è, poiché spero che, seguendo nella lettura, non pensiate che ve ne sconsigli la visione, anzi: guardatelo e apprezzatene la perfetta calibratura di un ritmo sempre serrato e mai in calo, di una sceneggiatura non male arricchita da quel già citato discorso politico tutt'altro che scontato, e ammiratene le sequenze d'azione, giostrate bene dai fratelli Russo ma, a mio modestissimo parere, montate in maniera troppo caotica da Jeffrey Ford. Quindi l'intrattenimento proposto da questo film è certamente interessante, abbastanza intelligente e assolutamente lontano dal concetto di "visione a cervello spento".

21 agosto 2014

Hercules - Il Guerriero

Che emozione, era da tanto tempo che non entravo al cinema per sorbirmi un blockbuster così ignorante, così privo di ambizioni, così povero di originalità e così mainstream. Forse l'ultimo è stato Battleship, di quel tanto criticato Peter Berg che qui (guarda caso) figura come produttore esecutivo, mentre alla regia abbiamo Brett Ratner, quel tanto criticato Brett Ratner che all'epoca provò a salvare con tutta la sua ignoranza (in senso buono) l'apocalittico terzo capitolo della saga di X-Men che, fino al film precedente, portava la firma di Bryan Singer. È ovvio che tra quest'ultimo e l'autore di Red Dragon ci sono un paio di abissi di differenza, tuttavia, se messo sul treno giusto, Ratner sa essere un buon direttore d'orchestra e questo Hercules - Il Guerriero, secondo film dell'anno dedicato all'eroe mitologico, ne è la prova. Scritto da uno sceneggiatore praticamente alle prime armi, Ryan Condal, e da uno che fino all'anno prima scriveva i sequel dei film Disney, Evan Spiliotopoulos, il film racchiude i più classici cliché del genere action hollywoodiano, con un eroe dal passato burrascoso e misterioso, una combriccola di simpatiche canaglie in pieno stile Robin hood e i suoi allegri compagni, un sovrano egoista desideroso di potere (e qui ne abbiamo due, di sovrani) e due o tre figure femminili che, tra eroiche amazzoni e principesse un po' troppo ottuse, non sono altro che più o meno tutti gli stereotipi richiesti da questo tipo di film.

10 agosto 2014

La Leggenda del Cacciatore di Vampiri

Una delle cose più importanti, quando si guarda un film, è capire se alla fine della visione ciò a cui hai appena assistito ti abbia veramente lasciato qualcosa oppure no. Ecco, nel caso de La leggenda del cacciatore di vampiri ciò che mi sono chiesto alla fine è stato: chissà come sarebbe uscito questo film con una regia diversa e una storia più solida e meno derivativa. Alla fine il film non è nemmeno così pessimo nella sua totalità, tuttavia non ne si è intrattenuti, né esaltati, né divertiti, si rimane semplicemente delusi e amareggiati perché le potenzialità dell'idea di base (il presidente Lincoln che di notte fa il cacciatore di vampiri? Da vedere subito!) vengono accantonate per fare posto ad una storia di riscatto e vendetta, dove un uomo riesce senza troppi giri di parole né qualche enfasi particolare ad intraprendere la strada giusta a colpi d'ascia e aprendosi un varco con pallottole d'argento.

25 maggio 2014

X-Men - Giorni di un Futuro Passato

Il mondo del web è in positivo subbuglio, tutti pronti ad elogiare il nuovo film di Bryan Singer innalzandolo a capolavoro. Possiamo biasimare tutto questo entusiasmo, dopo deludenti conclusioni di trilogie, pessimi sequel e insostenibili reboot che hanno capeggiato in questi ultimi anni nelle sale cinematografiche mondiali e ai botteghini? Assolutamente no, tuttavia la parola "capolavoro" (come accade ormai per il 90% delle volte che viene usata) è eccessiva, anche se si riferisce a X-Men - Giorni di un futuro passato, poiché in questo film, oltre a coesistere perfettamente ironia e serietà, coesistono allo stesso modo momenti sensazionali e situazioni abbastanza scadenti. Tra le prime non possiamo non citare il viaggio in aereo in cui i giovani Charles Xavier (un combattuto James McAvoy) ed Eric Lensherr (un combattivo e vendicativo Michael Fassbender) si incontrano dopo le vicende di X-Men: L'inizio e si sputano addosso tutto ciò che pensano l'uno dell'altro, ma anche l'esaltante sequenza dedicata al nuovo co-protagonista impersonato da Evan Peters, ovvero Quicksilver. Per quanto riguarda le seconde, invece, dobbiamo incolpare un poco lo sceneggiatore Simon Kinberg che, con qualche caduta di stile e semplicismo a volte pieno di melassa, risolve alcuni snodi narrativi (anche importanti) senza colpo ferire, senza lasciare che essi trafiggano il cuore dello spettatore e colpiscano a fondo.

6 maggio 2014

The Amazing Spider-Man 2

Mi dispiace tornare dopo giorni, forse mesi, di assenza dalle pagine di questo blog con delle cattive notizie da darvi, ma purtroppo le circostanze mi impongono di farlo. Perché The Amazing Spider-Man 2, cari lettori, è brutto, ma proprio brutto, ma non quel brutto da dire "eh, è così", bensì quel brutto da dire "che peccato che sia così". Certo, i pregiudizi c'erano tutti, da parte mia, ma mai avrei pensato che Marc Webb calpestasse così prepotentemente la sua (esile, incostante, povera, debole e ancora acerba) poetica romantica che tanto ci piaceva in quel bellissimo (500) giorni insieme per offrire invece trovate di regia a dir poco discutibili. Si inizia con una mal girata sequenza di combattimento in un aereo per poi passare ad una debolissima scena di caos cittadino in cui morti e feriti sono molti di più rispetto alle persone salvate dall'amichevole eroe di quartiere, e via così fino all'ultima, ridicola scena che vede la comparsa di Rhyno. O Rhino. Paul Giamatti, insomma, un attore meraviglioso rinchiuso in un camion per tre minuti e poi in una corazza da rinoceronte per altri tre minuti.

15 marzo 2014

Snowpiercer

Un treno perennemente in corsa ospita gli ultimi esemplari che rappresentano l'umanità dopo una nuova era glaciale causata dall'uomo stesso; all'interno i vagoni sanciscono la differenza tra ricchi e poveri: l'alta società è in testa al treno, mentre ai meno abbienti sono destinati gli ultimi vagoni. Tra di loro nasce e si sviluppa l'idea di una rivolta: stanchi di mangiare barrette proteiche fabbricate in chissà quale maniera, i poveri organizzano una ribellione e, guidati da un determinato e improvvisato leader, tentano la scalata del treno fino alla locomotiva, dove il signor Wilford - il genio creatore dell'arca sferragliante - li attende. L'idea dietro Snowpiercer è tutta qui: uno spazio chiuso, uno scenario post-apocalittico, l'eterna lotta sociale per una parità dei diritti - che si scoprirà essere - solo ideale e mai reale (o realizzabile), l'equilibrio fragile di un microcosmo che rappresenta essenzialmente ciò che viviamo noi tutti i giorni da ormai parecchio tempo.

19 dicembre 2013

Hunger Games - La Ragazza di Fuoco

Cambio di regia per la fortunata saga tratta dal ciclo di romanzi ideati da Suzanne Collins, il testimone passa dal bravo Gary Ross al meno capace Francis Lawrence, autore di pellicole commerciali più o meno traballanti, alcune delle quali hanno comunque avuto un buon riscontro da parte del pubblico. Lawrence confeziona anche questa volta un prodotto non meno problematico dei suoi precedenti lavori, offrendo al pubblico un sequel privo di ogni inventiva e di qualsivoglia audacia, dove l'unica cosa positiva in toto è Jennifer Lawrence, omonima del regista ma agli antipodi rispetto ad esso in quanto a bravura. La Lawrence riesce da sola a tenere in piedi buona parte del film con la sua naturalezza (che gli ha permesso di ricevere un Oscar l'anno precedente), surclassando tutto il resto del cast e affiancandosi più alla bravura di Philip Seymour Hoffman, Stanley Tucci e Woody Harrelson che alla poca esperienza dei suoi coetanei Josh Hutcherson e Liam Hemsworth (bravi anche loro, ma non quanto i sopra citati).

13 dicembre 2013

Elysium

La differenza sociale è terribile ed è sempre stata spunto per narrazioni "rivoluzionarie" o più dalla parte dei poveri. Comuniste, per dirla in parole povere, nel senso più lato del termine. Comunista è infatti la definizione più comune se si cercano opinioni soggettive su Elysium, il blockbuster fantascientifico di Neill Blomkamp, autore di un cult intitolato District 9. Questo film ha però un modo tutto suo di essere comunista, perché se da un lato abbiamo l'alta società (alta in tutti i sensi, visto che si ritrova a vivere su un satellite di nome Elysium, mentre i poveri sono lasciati morire sulla Terra) che si tiene stretta i suoi macchinari miracolosi in grado di curare qualunque malattia, dall'altro abbiamo una classe operaia sì disperata e sottomessa, ma anche molto chiacchierona e poco attiva.

11 dicembre 2013

R.I.P.D. - Poliziotti dall'Aldilà

Non c'è limite al peggio, soprattutto se per peggio si intende una commedia che non fa ridere o un horror che non fa paura. In questo caso il peggio è un film incentrato sulla CGI, la quale risulta forse la più terrificante computer grafica del'anno. R.I.P.D. - Poliziotti dall'aldilà rimescola la classica formula in pieno stile Men in Black (entrambi i titoli citati sono tratti da fumetti) e mette i demoni al posto degli alieni. Ecco che abbiamo una coppia di terribili macchiette comiche impersonate da Jeff Bridges e dall'inespressivo Ryan Reynolds che si fanno strada tra defunti di ogni sorta nel disperato tentativo di salvare (ancora) il mondo. Peccato che il personaggio di Bridges non abbia il carisma del K di Tommy Lee Jones, tanto che al terzo minuto dalla sua comparsa in scena inizia ad essere più detestabile del protagonista, il classico bravo ragazzo incastrato da quelli più cattivi di lui (in questo caso Kevin Bacon; riuscirete mai a indovinare quale parte gli è stata affidata? Quella del cattivo, ovvio) e destinato a salvare il mondo.

28 novembre 2013

World War Z

Sarebbe potuta uscire una pellicola interessante dall'opera letteraria di Max Brooks, poiché più di una volta all'interno del film si percepisce che c'è qualcosa di particolare che non viene detto, raccontato o approfondito. World War Z commette il tragico errore di trasformarsi già dopo i primi cinque minuti in una pellicola commerciale ad alto tasso di effetti digitali, dove a farla da padrone è più lo spavento immediato che non la suggestione a lungo termine e nella quale Brad Pitt è stato ingaggiato probabilmente solo perché Will Smith era impegnato, o più probabilmente perché aveva già rovinato gli zombi in un altro scempio cinematografico che porta il titolo di Io sono leggenda e infilare qui lo stesso attore di un film dal plot simile avrebbe creato nello spettatore un confuso senso di deja-vu. Fatto sta che Marc Forster ci mette pochissimo impegno, quel tanto che basta per trasformare questo prodotto in un videogioco a livelli come quelli che si possono trovare nelle sale giochi più scarse del paese, in cui ogni evento è uno schema da superare, con il suo boss da sconfiggere e con l'inevitabile fuga conclusiva per passare a quello successivo.

24 novembre 2013

Hansel & Gretel - Cacciatori di Streghe

Sarebbe opportuno cominciare a parlare di questo film descrivendone i lati negativi e i punti deboli, come ad esempio una mancanza di originalità sia nella sceneggiatura che nell'idea (una fiaba classica rivisitata in chiave action? C'è da stupirsi che non sia ambientata ai giorni nostri!). Si potrebbe anche sottolineare quanto siano poco approfonditi i personaggi e quanto sia zeppa di cliché la trama. Potremmo anche citare un design già visto in altri film (Van Helsing, per citarne uno, a cui si ricollega grazie all'uso di armi hi-tech in un passato alternativo e anche al modo in cui vengono vestiti i protagonisti, più dark rispetto al resto della popolazione). Ma sarebbe fiato sprecato, perché tutti sanno che da un film che si intitola Hansel & Gretel - Cacciatori di Streghe non ci si può aspettare altro che, appunto, Hansel e Gretel che vanno a caccia di streghe.

21 novembre 2013

L'uomo d'Acciaio

Con la nuova ondata di supereroi che negli ultimi 15 anni ha letteralmente invaso le sale cinematografiche, non poteva non tornare sul grande schermo l'archetipo dell'eroe in calzamaglia, il punto di riferimento per eccellenza, l'incarnazione dei buoni valori e del sacrificio, in una parola: Superman. Peccato che a scrivere il reboot delle avventure del difensore di Metropolis sia il temibile David S. Goyer, il vero villain di questo film (perché, diciamocelo, Zod non era poi così malvagio, voleva solo ripristinare il suo amato pianeta, era un tradizionalista), che con la sua spietata penna e la sua totale incapacità di stendere una sceneggiatura che possa essere chiamata con questo nome inserisce dialoghi discontinui e momenti assolutamente nonsense che trasformano il film in una accozzaglia di situazioni e in una storia di vendetta.