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5 novembre 2013

La Vita di Adele

Sembra incredibile uscire dalla sala cinematografica e ascoltare commenti di persone che hanno visto il tuo stesso film e non sono rimaste soddisfatte dalla visione. Incredibile, sì, perché La vita di Adele è un film pregno di emozioni narrate da una cinepresa opprimente e mai delicata, grazie alla quale Abdellatif Kechiche riesce a raccontare i suoi personaggi in maniera realistica e naturale, senza tralasciare nessun particolare. Il regista (e sceneggiatore, che riadatta assieme a Ghalia Lacroix i primi due capitoli della graphic novel Il blu è un colore caldo scritta da Julie Maroh) riesce ad immedesimarsi perfettamente in Adele, la sua giovane protagonista avida di vita e desiderosa di scoprirsi e di capire chi è. Assaporerà ogni cosa le capiterà a tiro e lo farà letteralmente, con la sua bocca sempre pronta a divorare e gustare tutto, dai cibi più particolari (le ostriche che tanto odiava all'inizio del film) fino alla carne di qualcun altro, in particolare Emma, interessante ragazza dai capelli blu che fa scoprire alla protagonista il suo lato omosessuale.