Questa non sarà una analisi del film né una recensione dedicata a ciò che Paolo Sorrentino aveva intenzione di fare con questa pellicola, al di là del suo intento di vincere a Cannes 2013. Poche, pochissime e concise parole dedicate a La Grande Bellezza, una pellicola capace non solo di spaccare in due critica e pubblico, ma addirittura ogni singolo spettatore, incapace di decidere se il risultato complessivo sia soddisfacente o no. Alla fine si propende per il "ni", perché di cose da dire questo film ne ha, di discorsi interessanti e di critiche particolari ne fa, c'è però il problema che si prende troppo tempo per fare arrivare il messaggio allo spettatore, che ha ben capito il discorso del regista già a metà del secondo tempo (più o meno a tre quarti di film). Un buon quarto di pellicola sarebbe stato tranquillamente evitabile e la narrazione risulta eccessivamente ridondante così come l'ormai consolidato stile di Sorrentino.
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31 maggio 2013
17 maggio 2013
L'amico di Famiglia
Struggente, particolare e narrativamente coerente, Paolo Sorrentino è riuscito a distinguersi dal suo primo film per stile, qualità e maestria tecnica e registica. Le sue pellicole si rifanno ad una realtà esistente e sempre tragicomica, ma mai così dettagliata o precisa, o meglio: c'è sempre un fondo di fantasia nelle storie di Sorrentino, nonostante sembrino in un primo momento film realistici. L'amico di Famiglia non è da meno proprio per la componente estetica che l'autore mette in atto, distaccandosi dai personaggi e mettendo in scena una narrazione quasi letteraria per quanto concerne dialoghi e monologhi, ma soprattutto cinematografica quando si pensa ai suoi movimenti, alle sue inquadrature che raccontano, spiegano, analizzano e mostrano, ma non rassicurano mai. Come nelle sue precedenti pellicole, anche questa volta Sorrentino racconta il suo protagonista e i personaggi che gli ruotano attorno grazie ad una macchina da presa sempre posizionata nel punto migliore e grazie a scambi di battute e caratterizzazioni studiate in ogni minimo dettaglio dallo stesso regista che è anche e ancora una volta sceneggiatore di ciò che porta sullo schermo.
15 aprile 2013
L'uomo in Più
Esordio col botto per il regista e sceneggiatore Paolo Sorrentino, che già dalla sua prima pellicola si lascia affiancare da quello che sarà poi il suo attore feticcio Toni Servillo, qui non protagonista principale ma comprimario di una storia incatenata ed intricata piena di misteri e di ottimi spunti. Ad affiancare Servillo in questo duplice viaggio introspettivo c'è Andrea Renzi che interpreta un calciatore in caduta libera a causa di una frattura ai legamenti del ginocchio e quindi impossibilitato a portare avanti la sua carriera professionale. Sentendosi un talento, tenterà invano la strada dell'allenatore. Servillo è invece un cantante che viene accusato di violenza sulle minori e quindi infilato in un tunnel di malelingue, abbandonato dal pubblico che fino al giorno prima lo avrebbe seguito in capo al mondo. Ciò che accomuna i due protagonisti è il nome, Antonio Pisapia, ed un tragico passato.
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