Questa non sarà una analisi del film né una recensione dedicata a ciò che Paolo Sorrentino aveva intenzione di fare con questa pellicola, al di là del suo intento di vincere a Cannes 2013. Poche, pochissime e concise parole dedicate a La Grande Bellezza, una pellicola capace non solo di spaccare in due critica e pubblico, ma addirittura ogni singolo spettatore, incapace di decidere se il risultato complessivo sia soddisfacente o no. Alla fine si propende per il "ni", perché di cose da dire questo film ne ha, di discorsi interessanti e di critiche particolari ne fa, c'è però il problema che si prende troppo tempo per fare arrivare il messaggio allo spettatore, che ha ben capito il discorso del regista già a metà del secondo tempo (più o meno a tre quarti di film). Un buon quarto di pellicola sarebbe stato tranquillamente evitabile e la narrazione risulta eccessivamente ridondante così come l'ormai consolidato stile di Sorrentino.
