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11 gennaio 2015

Big Eyes

Potremmo stare qui per ore a descrivere i non trascurabili difetti di Big Eyes, primo tra tutti la sceneggiatura che non riesce a dare vera importanza ai personaggi di contorno e che si limita a raccontare una storia principale senza però chiudere tutte le eventuali sottotrame. Potremmo stare qui per ore a discutere su un cast non eccelso, su Christoph Waltz macchietta di se stesso (assolutamente falso), su tante cose che si leggono un po' ovunque, ma perderemmo la possibilità di parlare di Tim Burton, regista che ancora oggi riesce ad incantare il suo (e sottolineo suo) pubblico con un lavoro certamente non eccelso, ma pieno dei suoi tratti distintivi nonché di riferimenti a se stesso impossibili da non cogliere. È come se il regista avesse parlato del suo percorso, della sua carriera e dei suoi lavoro piuttosto che di Margareth Ulbrich, sposata per la seconda volta con Walter Keane, truffaldino falso artista interessato al solo profitto.

27 luglio 2013

Sweeney Todd - Il Diabolico Barbiere di Fleet Street

Particolare pellicola musicale, questo film rappresenta la prima esperienza canora per i due attori protagonisti nonché il primo lavoro inerente a questo genere per il regista di Burbank (se si escludono gli Oompa Loompa salterini e qualche altro intermezzo musicale nei suoi film passati). Tim Burton dirige ancora una volta il suo amico Johnny Depp rivisitando per il grande schermo il famoso musical di Hugh Wheeler e Stephen Sondheim, il primo autore dei testi e il secondo della componente musicale, il quale collabora anche con il regista per riadattare le canzoni per il film e comporne le tracce musicali. Sweeney Todd - Il Diabolico Barbiere di Fleet Street vanta un cast meraviglioso tra cui l'ottima Helena Bonham Carter, il grandissimo Alan Rickman, il meraviglioso caratterista Timothy Spall e il geniale Sacha Baron Cohen, che regala un intenso e quasi inaspettato momento di ironia e di ottima performance canora, senza dimenticare il già citato protagonista, che esce dai soliti personaggi freak per interpretare una cupa e vendicativa versione del suo Edward Mani di Forbice.

19 gennaio 2013

Frankenweenie

"Oh mio Dio, il bollito Tim Burton ritorna a fare un film in stop motion e, per farlo, riprende l'idea di un suo vecchio cortometraggio? Deve avere proprio esaurito le idee!" So che la maggior parte dei detrattori di Burton ha pensato questo, soprattutto dopo aver visto Alice in Wonderland e (il fin troppo bistrattato) Dark Shadows. Ma pensare che Burton sia bollito equivale a dire che non sappia fare cinema, quando in realtà ciò che non ha mai saputo fare (per sua stessa ammissione) è scegliersi i giusti script. Se prendete i due sopracitati film, infatti, non hanno veri e propri problemi di regia bensì trame lente e a singhiozzo. Per il suo nuovo film Burton si affida alla ormai colossale casa Disney e riprende alcuni dei suoi vecchi personaggi per dare vita ad un film che è un grandioso omaggio alla sua adolescenza. Che Victor sia la più autobiografica delle creature del vecchio Tim è noto, ma che da questa assonanza di personalità potesse nascere qualcosa di così intimo e allo stesso tempo di così maestoso è una opzione che va oltre le più rosee aspettative.

18 novembre 2012

Beetlejuice - Spiritello Porcello


Beetlejuice - Spiritello porcello arriva in un momento triste per la carriera di Tim Burton, poiché il regista, dopo essersi licenziato dalla Disney (che metteva dei continui paletti alla sua vena artistica, considerata troppo macabra per i gusti della major) e dopo aver diretto la sua prima pellicola, continuava a leggere tantissime sceneggiature cercando l'ispirazione giusta e la trama perfetta da trasporre sul grande schermo. La storia di Michael McDowell e Larry Wilson arriva come la manna dal cielo, e Burton decide di fare sceneggiare al meglio lo script dallo stesso McDowell e da Warren Skaaren. Nel 1988 il film fa volare la carriera di Burton consacrandolo a regista come lo conosciamo oggi.

7 novembre 2012

Dark Shadows


Ci sono talmente tante cose da dire su questo Dark Shadows che non so da dove cominciare. La prima cosa da cui si viene catturati è l’ottima interpretazione di Johnny Depp che, finalmente, esce dalle sue caratterizzazioni esagerate (il Cappellaio Matto e l’ormai assuefatto Capitan Jack Sparrow, per citarne un paio) e torna a regalarci una performance toccante, sì divertente ma piena di sentimento. Ad affiancarlo un cast di comprimari veramente fenomenali, con l’immancabile Helena Bonham Carter (che ormai non sbaglia un colpo), la veterana Michelle Pfeiffer (alla sua seconda collaborazione con Burton, fantastica come sempre), la sensuale Eva Green (in una delle sue performance tanto fisica quanto umana), l’eccentrica Chloe Moretz (che qui aggiunge una nuova carta freak al suo mazzo di personaggi surreali) e tutti gli altri attori.