Il mondo del web è in positivo subbuglio, tutti pronti ad elogiare il nuovo film di Bryan Singer innalzandolo a capolavoro. Possiamo biasimare tutto questo entusiasmo, dopo deludenti conclusioni di trilogie, pessimi sequel e insostenibili reboot che hanno capeggiato in questi ultimi anni nelle sale cinematografiche mondiali e ai botteghini? Assolutamente no, tuttavia la parola "capolavoro" (come accade ormai per il 90% delle volte che viene usata) è eccessiva, anche se si riferisce a X-Men - Giorni di un futuro passato, poiché in questo film, oltre a coesistere perfettamente ironia e serietà, coesistono allo stesso modo momenti sensazionali e situazioni abbastanza scadenti. Tra le prime non possiamo non citare il viaggio in aereo in cui i giovani Charles Xavier (un combattuto James McAvoy) ed Eric Lensherr (un combattivo e vendicativo Michael Fassbender) si incontrano dopo le vicende di X-Men: L'inizio e si sputano addosso tutto ciò che pensano l'uno dell'altro, ma anche l'esaltante sequenza dedicata al nuovo co-protagonista impersonato da Evan Peters, ovvero Quicksilver. Per quanto riguarda le seconde, invece, dobbiamo incolpare un poco lo sceneggiatore Simon Kinberg che, con qualche caduta di stile e semplicismo a volte pieno di melassa, risolve alcuni snodi narrativi (anche importanti) senza colpo ferire, senza lasciare che essi trafiggano il cuore dello spettatore e colpiscano a fondo.
