10 dicembre 2016

Alla Ricerca di Dory

Avete presente quando dentro di voi nasce quel senso di nostalgia, quel desiderio di fare un tuffo nel passato e di permettere a preziosi e importanti ricordi di affiorare nuovamente in superficie? Quando questo bisogno si accende, ci si ritrova a sfogliare vecchi album di fotografie (per chi ne ha ancora in casa), a spulciare all'interno dell'hard-disk ricco di immagini e video di famiglia, alla ricerca di qualche piccola àncora pronta a ricordarci chi eravamo. La ricerca del ricordo è un lavoro profondo, ma anche personale, unico, individuale, che non si può ripetere in maniera identica in un'altra persona; ecco perché le famigerate proiezioni di diapositive sono sempre state tacciate di tedio e denigrate (anche) ironicamente in qualunque film venissero rappresentate. Avete presente, vero? Il relatore così appassionato nel racconto dell'immagine proiettata sullo schermo mentre il pubblico, avvolto dall'oscurità della camera, è intento a cercare di non addormentarsi e di fingere coinvolgimento. Qui eravamo a... Qui invece stavamo facendo... Oh, e questa! Questa! Guardate! e intanto tutti gli amici e parenti sorridono, desiderosi di essere da un'altra parte. Anche in quelli che hanno partecipato alla vicenda raccontata dalle immagini proiettate si fa strada, alla terza, quarta diapositiva, l'idea che magari è ora di fare basta.

12 settembre 2016

Ghostbusters

Per quanto possiate sforzarvi, per quanto vogliate a tutti i costi marcare considerevolmente gli errori ed i lati negativi di questo prodotto, non riuscirete, miei cari fanboy della vecchia guardia, ad affossare completamente il lavoro del regista Paul Feig su questa nuova versione dei famosi ed acclamati acchiappafantasmi. Il reboot al femminile di Ghostbusters riesce infatti a rinfrescare il franchise senza troppi problemi, puntando sul rinnovamento senza dimenticarsi di ammiccare qui e là a ciò che è già stato fatto.

La trama è piuttosto elementare: quattro sgangherati personaggi femminili esperti (più o meno) di scienza si ritrovano a studiare i fenomeni paranormali che inspiegabilmente si manifestano uno dietro l'altro tra i palazzi di New York; il resto potete intuirlo senza troppi problemi. Ebbene, se la storia non propone particolari innovazioni rispetto al vecchio e amato prodotto del 1984 di Ivan Reitman (qui in veste di produttore esecutivo), ecco che la novità viene portata sullo schermo dai personaggi e dalle loro interpretazioni.

24 agosto 2016

Captain America: Civil War

Bisogna ammetterlo: è da quando annunciarono il primo Avengers che gli appassionati di fumetti aspettano con ansia un adattamento cinematografico di una delle saghe che ha cambiato il concetto stesso di comic book, aprendo le porte a quei cambiamenti inaspettati che passano dallo SpiderMan afroamericano al Capitan America nazista, dal figlio di Batman al tragico Ultimatum dell'universo Ultimate. Tutti, quindi, me compreso, volevano vedere la maestosa Guerra Civile degli eroi marvelliani trasposta sul grande schermo. Ammetto che, col passare del tempo, con l'alzarsi della mia età anagrafica e l'abbassarsi della qualità dei prodotti di intrattenimento, questo desiderio è andato scemando, tuttavia non possiamo dire di no all'evento dell'anno, così eccoci qua a parlare di Captain America: Civil War, uno dei film più anonimi e bizzarri di questo 2016.

23 agosto 2016

Batman V Superman - Dawn of Justice


Voglio essere sincero con voi, sarà veramente faticoso descrivere tutto quello che ho provato nell'assistere a queste interminabili due ore e più di film per il quale, ad essere onesti, nutrivo già bassissime aspettative. Cosa lo guardi a fare? mi chiederete. È presto detto: con L'uomo d'acciaio provai un bizzarro piacere nel deridere la grossolana inefficacia della regia di Zack Snyder, per cui speravo di ritrovare la stessa gioia anche nella visione di questo prodotto. Ebbene, essa è tornata per poi spegnersi subito dopo la prima triste mezz'ora di carrellate caotiche e montaggio confusionario, quasi come se i film di Snyder si possano comprendere solo se utilizza i ralenti, in modo tale che la mente dello spettatore possa focalizzare punti cardine nella scena e non perdersi nei meandri delle inquadrature appiccicate tra di loro in maniera esageratamente serrata.

12 agosto 2016

Anomalisa

È vero, Charlie Kaufman gioca in casa con me, soprattutto se si mette a costruire un mondo tutto suo attraverso la tecnica della stop motion, una tecnica che io personalmente adoro, della quale sono innamorato da sempre, grazie a Tim Burton ed Henry Selick, ma anche ai vecchi film che utilizzavano questa ineguagliabile arte prima dell’avvento della CGI per fare interagire il finto col vero. Una cosa che fa anche Kaufman, nonostante non ci siano attori in carne ed ossa, poiché lui inserisce l’elemento del reale nei lineamenti dei suoi pupazzi ma, soprattutto, nella sua sceneggiatura. Scrittore prima che regista, Kaufman riesce a sfruttare tutte le sue doti per fare in modo di costruire una solida storia di depressione, solitudine, incertezza e isolamento, che sfocia in un laghetto di speranza flebile e vagamente palpabile.