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6 maggio 2014

The Amazing Spider-Man 2

Mi dispiace tornare dopo giorni, forse mesi, di assenza dalle pagine di questo blog con delle cattive notizie da darvi, ma purtroppo le circostanze mi impongono di farlo. Perché The Amazing Spider-Man 2, cari lettori, è brutto, ma proprio brutto, ma non quel brutto da dire "eh, è così", bensì quel brutto da dire "che peccato che sia così". Certo, i pregiudizi c'erano tutti, da parte mia, ma mai avrei pensato che Marc Webb calpestasse così prepotentemente la sua (esile, incostante, povera, debole e ancora acerba) poetica romantica che tanto ci piaceva in quel bellissimo (500) giorni insieme per offrire invece trovate di regia a dir poco discutibili. Si inizia con una mal girata sequenza di combattimento in un aereo per poi passare ad una debolissima scena di caos cittadino in cui morti e feriti sono molti di più rispetto alle persone salvate dall'amichevole eroe di quartiere, e via così fino all'ultima, ridicola scena che vede la comparsa di Rhyno. O Rhino. Paul Giamatti, insomma, un attore meraviglioso rinchiuso in un camion per tre minuti e poi in una corazza da rinoceronte per altri tre minuti.

21 aprile 2014

Transcendence

Ormai è una moda di Hollywood, quella di darsi la zappa sui piedi, di sfruttare buone idee senza dare lo spazio giusto alla pre-produzione, oppure siamo noi che ci aspettiamo troppo da queste sceneggiature apparentemente potenti o dai loro scrittori. Fatto sta che Transcendence non riesce mai ad offrire qualcosa di interessante allo spettatore né a sfruttare quelle quattro idee messe in croce proposte dalla storia. Johnny Depp è Gesù 2.0, ovvero uno scienziato che grazie alla tecnologia del suo tempo è riuscito ad inventare un software in grado di renderlo immortale, almeno tramite la rete. Duplicandosi online è riuscito a sopravvivere alla morte e a sfruttare il proprio genio per tentare di salvare il mondo da malattie, guerre, pestilenze, fame, carestie.... Oh, pardon, non è affatto così, perché l'unica cosa che questa sottospecie di Dio virtuale riesce a fare è curare un cieco, salvare la vita ad un operaio rapinato e pestato a sangue e poco altro.

20 dicembre 2013

Smiley

Meraviglioso, questo film, che riesce a prendere una intuizione geniale figlia dei nostri giorni e a buttarla nel cestino senza vergognarsene. Se volete tentare la strada del cinema cominciando dal genere horror, prendete questo film come esempio per scrivere e dirigere l'esatto opposto. Smiley mette in scena un terribile demone del web che, secondo una leggenda metropolitana, può essere evocato scrivendo una formula magica in chat per uccidere la persona con cui si sta parlando online. Webcam, computer e tanta voglia di proporre al pubblico un nuovo mostro da poter sfruttare, peccato che Michael J. Gallagher non riesca a capire se guardare più al cinema di Wes Craven o a quello in stile Funny Games di Michael Haneke, imbastendo un horror a bassissimo costo che non riesce né a divertire né ad essere preso sul serio.

11 dicembre 2013

R.I.P.D. - Poliziotti dall'Aldilà

Non c'è limite al peggio, soprattutto se per peggio si intende una commedia che non fa ridere o un horror che non fa paura. In questo caso il peggio è un film incentrato sulla CGI, la quale risulta forse la più terrificante computer grafica del'anno. R.I.P.D. - Poliziotti dall'aldilà rimescola la classica formula in pieno stile Men in Black (entrambi i titoli citati sono tratti da fumetti) e mette i demoni al posto degli alieni. Ecco che abbiamo una coppia di terribili macchiette comiche impersonate da Jeff Bridges e dall'inespressivo Ryan Reynolds che si fanno strada tra defunti di ogni sorta nel disperato tentativo di salvare (ancora) il mondo. Peccato che il personaggio di Bridges non abbia il carisma del K di Tommy Lee Jones, tanto che al terzo minuto dalla sua comparsa in scena inizia ad essere più detestabile del protagonista, il classico bravo ragazzo incastrato da quelli più cattivi di lui (in questo caso Kevin Bacon; riuscirete mai a indovinare quale parte gli è stata affidata? Quella del cattivo, ovvio) e destinato a salvare il mondo.

21 novembre 2013

L'uomo d'Acciaio

Con la nuova ondata di supereroi che negli ultimi 15 anni ha letteralmente invaso le sale cinematografiche, non poteva non tornare sul grande schermo l'archetipo dell'eroe in calzamaglia, il punto di riferimento per eccellenza, l'incarnazione dei buoni valori e del sacrificio, in una parola: Superman. Peccato che a scrivere il reboot delle avventure del difensore di Metropolis sia il temibile David S. Goyer, il vero villain di questo film (perché, diciamocelo, Zod non era poi così malvagio, voleva solo ripristinare il suo amato pianeta, era un tradizionalista), che con la sua spietata penna e la sua totale incapacità di stendere una sceneggiatura che possa essere chiamata con questo nome inserisce dialoghi discontinui e momenti assolutamente nonsense che trasformano il film in una accozzaglia di situazioni e in una storia di vendetta.

16 novembre 2013

Kick-Ass 2

Con uno stile tipicamente classico e con una mano semplicemente anonima, Jeff Wadlow riadatta per lo schermo il secondo capitolo delle avventure di Kick-Ass, l'eroe/antieroe che Mark Millar ha creato per la carta e che Matthew Vaughn ha ritoccato per la prima volta per il cinema. Kick-Ass 2 è una storia di vendette e di alleanze, di rimpianti e di promesse, di ribellione e di crescita; in una parola: di adolescenza. Ma i temi sono troppi (soprattutto perché Wadlow recupera qualche idea anche dallo spin-off Hit Girl, pensando male che nel seguito ufficiale ci fossero pochi spunti), o troppo poco esplorati, o eccessivamente superficiali per toccare l'animo dello spettatore, che può anche divertirsi a vedere nuovamente Chloe Moretz e Aaron Taylor Johnson "spaccare culi" sul grande schermo, ma che non viene colpito come è successo con il primo capitolo.

25 settembre 2013

Dylan Dog - Il Film

Mi dispiace tornare dopo qualche giorno di assenza con questa terribile pellicola, ma purtroppo la mia regola principale (recensire qualunque cosa guardi) non ammette eccezioni, nonostante qualcuna di queste recensioni arrivi con un po' di ritardo. Ma questo... questo... Questo film non merita assolutamente nessuna attenzione e nessuna difesa. Dovrebbe essere bruciato assieme al produttore che ha pensato di realizzarlo in questo modo. Non voglio soffermarmi sulla diversità tra fumetto e film (in quanto non solo non è una cosa che rientra nei miei interessi, ma non ne avrei neppure la capacità necessaria, poiché non ho mai letto una pagina di Dylan Dog), anche perché bastano già da soli i numerosi difetti cinematografici di questa pellicola a renderla inguardabile e orrenda.

3 luglio 2013

The Lone Ranger

Dispiace non poco che quest'ultima fatica del regista Gore Verbinski, interessante artigiano del cinema d'intrattenimento hollywoodiano nonché personaggio capace di sfornare piccoli ed indimenticabili gioiellini come Rango, sia in realtà l'ennesima fiera del già visto e del già sentito, che non propone nulla di nuovo e che si rinchiude in quegli stereotipi pirateschi che tanto abbiamo imparato a conoscere grazie alla saga caraibica sempre targata Disney/Bruckheimer. Se Verbinski e il suo stile tentano disperatamente di strizzare l'occhio al suo precedente lavoro (il già citato Rango) realizzando un western d'intrattenimento in pieno stile Hollywoodiano, gli sceneggiatori Ted Elliott e Terry Rossio, che si avvalgono qui dell'aiuto di una terza penna che porta il nome di Justin Haythe, farciscono la sceneggiatura di innumerevoli rimandi al primissimo La Maledizione della Prima Luna, film dell'ormai lontano 2003, risultando ripetitivi e confermando la mancanza di idee già dimostrata nell'ultimo film della saga, Oltre i Confini del Mare.

28 maggio 2013

Batman & Robin

Con un successo economico alle spalle, anche se la critica si divertì non poco a massacrare il prodotto finale, Joel Schumacher prende nuovamente in mano le redini della saga ufficiale dedicata al Cavaliere Oscuro e ne dirige un nuovo film in cui purtroppo le cose sono davvero tante e all'interno del quale c'è ben poco che funziona come dovrebbe, per non dire nulla. Se, infatti, in Batman Forever la carne al fuoco era già troppa, figuriamoci ora con tutte queste sottotrame da gestire! Ma la spudorata semplicità della sceneggiatura è soltanto il male minore di questa orripilante pellicola. Continuando sul filone della scrittura eccessivamente lasciata correre possiamo notare notevoli errori nei dialoghi, tra i quali il più grave è sicuramente la ripetizione delle battute (Poison Ivy che ha le fattezze di una sprecatissima Uma Thurman si sente dire per ben due volte la frase “ora ti trasformo in concime”), oppure i lunghissimi monologhi di buoni e cattivi durante i duelli, che rendono il tutto completamente irreale e inverosimile. Per non parlare, poi, della stupidità dei personaggi: Mr. Freeze che dirige un coro al ritmo di Hey, mr. White Christmas, gli ostaggi che tifano per Batman anziché cercare di salvarsi la pelle, Flagello, sul quale si potrebbe scrivere un intero libro.

13 aprile 2013

L'ipnotista

Di thriller dai toni polizieschi ce ne sono tanti e sempre più piatti, soprattutto dopo l'avvento di serie televisive  ben strutturate che hanno dato non poco filo da torcere ai loro fratellini cinematografici, per cui da un genere ormai abusato è lecito aspettarsi qualcosa che non è ancora stato proposto ed avere quindi delle aspettative piuttosto alte. Soprattutto se la pellicola si chiama L'ipnotista e se a dirigerla è un autore che ha fatto parlare di sé più di una volta (nel bene e nel male) di nome Lasse Hallstrom. Tratto dall'omonimo romanzo di Lars Kepler (chi l'ha letto l'ha definito geniale, per cui mi fido e mi astengo dal dare giudizi sull'opera narrativa) e riadattato per il grande schermo da Paolo Vacirca, questo film si fregia di un incipit crudo e grottesco davvero niente male, tanto da fare alzare ancora di più le sopracitate aspettative di chi sta guardando il film.

6 aprile 2013

Upside Down

Se volete capire al meglio che cosa significhi avere una buona idea e sfruttarla male, vi basterà tuffarvi nella visione di questo Upside Down, film che sembrava avere tutte le intenzioni di proporre allo spettatore qualcosa di nuovo ma che invece si risolve in un (quasi) nulla di fatto. Scritto e diretto da Juan Diego Solanas nelle vesti di un regista per la prima volta alle prese con un mezzo blockbuster, il film parte con una già di per sé snervante voce fuori campo che inizia a raccontare le leggi che regolano il nuovo immaginario creato dall'autore, un universo particolare che si sviluppa su due gravità differente e che vede due mondi uno sopra l'altro condividere lo stesso pezzo di cielo in maniera non del tutto pacifica e anche piuttosto banale (chi sta sopra è benestante, chi sta sotto è un poveraccio, sociologicamente parlando). Peccato che la parte interessante si fermi solo ai primi dieci/quindici minuti e che tutto il resto di film si concentri sulla storia d'amore tra i due protagonisti Jim Sturgess e Kirsten Dunst che hanno il loro pregio nella bellezza estetica ma che a livello recitativo non offrono nulla di nuovo o che non sia già stato visto all'interno di una qualsiasi altra commedia romantica.

3 aprile 2013

Pirati dei Caraibi - Oltre i Confini del Mare

Continuano senza freni le rocambolesche avventure del capitano Jack Sparrow e di tutti i personaggi che si sono insediati all'interno dell'immaginario collettivo riproponendo sul grande schermo le avventure piratesche come non se ne vedevano dai tempi del film di Polanski. Tuttavia il sapore di franchise si sente e la standardizzazione dei personaggi e delle situazioni pesa più di quanto non voglia trasparire in questo quarto episodio che in Italia prende il nome di Pirati dei Caraibi - Oltre i Confini del Mare. Gore Verbinski molla il timone della regia e offre la sua bella seggiola a Rob Marshall, autore che finora si è cimentato in film ben diversi dallo stile visivo e goliardico a cui l'autore dei primi tre episodi ci ha abituato. La pesantezza della mano meno saggia e meno esperta di Marshall si sente, e il regista preferisce affidare l'onere di tirare avanti la storia per più di due ore e un quarto alle gag sempre simpatiche e spigliate della sceneggiatura di Terry Rossio e Ted Elliott, portate sullo schermo dal cast di bravi attori che comunque ammiccano al pubblico strizzando qualche volta un occhio qualche altra tutti e due.

25 marzo 2013

Red Eye

Conosciuto come uno dei più importanti maestri dell'horror degli anni '70/'80, Wes Craven ha saputo regalare al suo pubblico non solo delle pellicole davvero ben costruite, ma anche personaggi indimenticabili e sfruttati fino all'osso dalle major che li hanno lanciati per la prima volta (il primo che viene in mente è sicuramente Freddy Krueger, seguito da Ghostface). Con il passare del tempo però lo smalto di questo grande autore horror è andato a perdersi e il regista non è riuscito a mantenere vive la tensione e l'ironia tipiche dei suoi film, soprattutto in questo particolare lavoro. Complice una produzione DreamWorks che c'entra ben poco con i toni cupi e sanguinolenti a cui Craven ci ha sempre abituato, Red Eye è un film riuscito solamente fino alla fine del primo tempo, ovvero finché i due protagonisti restano all'interno dell'aereo. Appena usciti dal mezzo i due perdono ogni caratteristica che li ha fatti diventare interessanti durante la prima parte e diventano dei personaggi completamente diversi da come ci sono stati raccontati fino a quel momento.

12 febbraio 2013

Dragonball Evolution

Il più moderno tentativo americano di trasportare l'epica storia ideata da Akira Toriyama tanto tempo fa in un film commerciale di poche pretese si trasforma ben presto in una accozzaglia di rimandi alla filosofia orientale suddiviso principalmente in due parti: nella prima parte si ride a crepapelle per le continue stupidaggini di sceneggiatura, regia e montaggio inserite all'interno della trama, mentre la seconda parte è una continua noia mortale nel disperato tentativo che una orripilante Computer Grafica ed un trucco che definire semplice è riduttivo possano congiungersi e dare vita ad un combattimento finale quantomeno goliardico. Dragonball Evolution risulta invece, nel suo complesso, l'ABC dell'anti-cinema sia commerciale che d'autore, a causa della sua regia non-regia, del suo montaggio-non montaggio e della sua fotografia-non fotografia. Il peggior risultato di tutti lo ottiene James Wong che oltre a prendere le redini di un progetto tanto ambizioso sembra quasi non sapere che cosa sia una macchina da presa: carrelli che si inclinano senza una motivazione, giochi di fuoco superflui e mal fatti, sequenze d'azione lente e piatte e così via.

26 gennaio 2013

Harry Potter e i Doni della Morte Parte 1

Eccoci finalmente arrivati alla conclusione della saga fantasy più lunga della storia del cinema, addirittura più lunga de La Storia Infinita, conclusasi (un po' ironico per una storia infinita) con il terzo capitolo e de Il Signore degli Anelli che, contando anche i prossimi sequel de Lo Hobbit, conterà una collezione di sei film. Arrivati al settimo episodio, prima parte della criticata conclusione suddivisa in due parti dai produttori, la storia sembra proprio concentrarsi sui toni dark e malinconici causati dal ritorno del Lord Voldemort di Ralph Fiennes. La prima parte, infatti, presenta tutte queste tematiche grazie alle sequenze dedicate agli addii forzati da parte di Hermione Granger (una sempre più convincente Emma Watson) ai suoi genitori e di Harry Potter (un Daniel Radcliffe mai così inespressivo, chiaramente stanco del fardello del protagonista) ai suoi zii Petunia e Vernon (ancora una volta portati sullo schermo da Richard Griffiths e Fiona Shaw, nel loro ultimo cammeo della saga). Però poi, dopo la festa e l'ovvio "blitz" dei Mangia Morte, tutto si trasforma in una melensa ed edulcorata storia d'amore e d'amicizia, farcita con dialoghi molto spesso ridicoli e con scelte di regia piuttosto discutibili.

22 gennaio 2013

Shark Night - Il Lago del Terrore

Questo breve articolo non dovrà essere utile per avvisarvi o per darvi una opinione su questa pellicola dal titolo molto poco promettente, ma spero servirà a mettervi in guardia. Molti amanti della settimana arte si divertono a vedere film di serie B e pellicole horror/thriller di seconda mano girate per al solo scopo di intrattenere lo spettatore ed ammiccare al vecchio cinema di qualità. Shark Night - Il lago del terrore, però, non riesce ad intrattenere né tanto meno a divertire lo spettatore, salvo giusto un paio di scene talmente esagerate da risultare ridicole per necessità. Il film di David R. Ellis non sembra nemmeno nascere come un tentativo di regalare qualcosa di nuovi ai film in cui gli squali vengono demonizzati dall'uomo come macchine assassine, anzi ad una sceneggiatura piatta e tendente ad un pubblico prettamente adolescenziale scritta da Will Hayes e Jesse Studenberg si approccia una regia tipicamente americana e classicista.

18 gennaio 2013

Harry Potter e il Principe Mezzosangue

Senza tante patetiche introduzioni tuffiamoci subito nell'analisi di questo sesto capitolo della saga narrativa ideata da J. K. Rowling e portata sullo schermo da una rosa di registi interessanti fino a quest'ultimo David Yates, che usa la serie come trampolino di lancio per la sua carriera cinematografica, la quale però è impossibilitata ad essere lanciata a sua volta. Harry Potter e il Principe Mezzosangue è infatti un film più romantico che fantasy, dove le magie si riducono a qualche luccichio di bacchetta e ad un nugolo di mostriciattoli a metà tra Gollum e il cancro di Hellboy - The Golden Army, per non contare l'interessante utilizzo della nebbia funerea di Lord Voldemort e del fuoco liberatore di Albus Silente, effetti speciale che qualunque amatore di YouTube potrebbe replicare con After Effect (ovviamente non in quella quantità, ma questo è un problema di economia monetaria). In sostanza il punto debole di questo sesto capitolo è proprio il voler puntare su una comicità romantica decisamente fuori luogo e di lasciare alla componente dark solo gli scarti di tutto ciò.

9 gennaio 2013

L'incredibile Hulk

Un grossissimo punto interrogativo aleggia attorno a questa pellicola, che ha diviso in maniera netta i fan del gigante verde, ma che ha comunque deluso una grossa fetta del pubblico Marveliano, facendo apparire Hulk come uno dei più difficili personaggi dei fumetti da portare sul grande schermo. Già Ang Lee aveva diviso critica e pubblico con il suo precedente capitolo, ma ora Louis Leterrier lo fa in maniera più evidente e diretta. Chi ama le storie coerenti e un pizzico di originalità rimarrà terribilmente deluso, soprattutto a causa dell'ottimo cast presente nel film capitanato da Edward Norton nei panni del dottor Bruce Banner, affiancato da Liv Tyler in quelli dell'amore impossibile Betty Ross e ostacolato da un terribile Tim Roth che interpreta la controparte umana del villain Abominio. Gli effetti speciali sono ottimi e la CGI rende giustizia ai protagonisti usciti dal fumetto, in particolare un Hulk finalmente interessante e per nulla gommoso. Interessanti le numerose citazioni, come i pantaloni viola, il cammeo di Lou Ferrigno, quello immancabile di Stan Lee, la definitiva frase "Hulk spacca" e il battito di mani del gigante per spegnere l'incendio. Ma le bellezze finiscono qui.

3 gennaio 2013

Ho Cercato il Tuo Nome

Nicholas Sparks è sicuramente uno degli autori letterari più abusati nel campo della trasposizione cinematografica moderna e commerciale (lo dico senza accuse, perché di fatto è quello che è). Purtroppo, però, i suoi racconti non sono sempre facili da trasporre in pellicola come le grandi produzioni pensano. A volte, infatti, capita che una storia abbia bisogno di più tempo e di più profondità per essere descritta al meglio e in tutta la sua ampiezza. È il caso di Ho cercato il tuo nome, un film che avrebbe tanto da dire, ma del quale lo spettatore riesce a grattare solo la superficie. La cosa che più delude del film è l’imponente mole di potenzialità sfruttata male.

Ti Stimo Fratello


C’è chi dice che Hollywood sia ormai una fabbrica di kolossal, invasa soprattutto da supereroi che diventano realtà, da fumetti che si trasformano in metri e metri di pellicola e di idee trite e ritrite. Se questo è il cinema americano, come definire allora quello italiano? Stereotipato, insulso, risibile, affascinante, monotono? Chi lo sa quale sia l’aggettivo giusto per definirlo. Chi lo sa se effettivamente c’è un aggettivo per definire tutto il cinema italiano. Certo è che, se il fenomeno sociologico americano è il cinecomic, in Italia abbiamo un altro richiamo di massa che risuona come campanellino da probabile buon incasso: la televisione. Sono tanti e incredibilmente diversi i personaggi che, prima di approdare sul grande schermo, fecero la loro gavetta in televisione. Ricordiamo il caso Checco Zalone con i suoi due film Cado dalle nubi e Che bella giornata, oppure il trio Aldo, Giovanni e Giacomo.