19 dicembre 2012

Lo Hobbit - Un Viaggio Inaspettato

Pecche ce ne sono, e anche molto evidenti, tuttavia questo Lo Hobbit - Un Viaggio Inaspettato risulta essere decisamente migliore rispetto alle aspettative raccolte durante la lunga attesa (dal 2005), per cui togliamoci subito il dente e cominciamo da esse, per poi passare agli altrettanti pregi del film diretto ancora una volta da Peter Jackson. Gli sceneggiatori Fran Walsh, lo stesso Jackson, Philippa Boyens e Guillermo Del Toro (che ha abbandonato il progetto in pre-produzione) decidono di puntare il tutto su una narrazione a singhiozzo o, per meglio dire, atemporale. Niente di grave, se non fosse per una introduzione decisamente lenta e troppo nostalgica, quasi come se non fosse Ian Holm ad interpretare di nuovo Bilbo, bensì lo stesso regista, ansioso ed entusiasta di dare nuovamente vita alla Terra di Mezzo.
Scelgono poi di approfittare del momento felice che la Contea e tutte le terre di questo mondo stanno vivendo per poter dare un risvolto più comico alla faccenda, cosa che però spesso sfugge al controllo dei quattro scrittori, scivolando qua e là dal comico/ironico al ridicolo. Ma il vero tallone d'achille di questo film sono i protagonisti, decisamente troppi da gestire: quattordici membri di una compagna, uno stregone bruno (interpretato da Sylvester McCoy), il Grande Goblin, il Profanatore e, immancabili, le vecchie conoscenze Galadriel, Saruman, Elrond e Gollum. Pochi di essi vengono approfonditi, tutti gli altri rimangono in disparte (causa anche i nomi troppo simili per essere memorizzati) a fare da spalle, spesso comiche, ai veri protagonisti del film, ovvero il giovane Bilbo impersonato da Martin Freeman, l'ormai iconico Gandalf di Ian McKellen (ma vi rendete conto di che razza di lavoro abbia fatto questo attore con una barba lunga, un cappello a punta e un paio di alzate di sopracciglia?) e il prode Thorin interpretato da Richard Armitage. Da non dimenticare alcune ripetizioni di sceneggiatura a lungo andare davvero stancanti (SPOILER: Gandalf che arriva sempre al momento giusto alla terza volta non mi stupisce più, per esempio) anche perché, con un parto durato quasi sette anni, non si può scivolare su banalità di questo tipo. Alla sceneggiatura bisogna però dare atto di riuscire a creare dei solidi momenti di suspense, pienamente godibili da tutti, probabilmente anche grazie alla goliardia che, in questi casi, viene tenuta sotto controllo e non perde di realismo. Per il resto l'impatto visivo è decisamente efficace, anche se gli orchi in computer grafica perdono un po' rispetto al make up curato nella prima trilogia, ma se iniziassimo a paragonare non si finirebbe più, per cui restiamo on topic. I giochi di luce curati da Andrew Lesnie sono quanto di più efficace ci sia all'interno di questo film, assieme ad alcune delle più empatiche frasi pronunciate da Gandalf e anche al montaggio efficace e sorprendente di Jabez Olssen, che sostiene un piano di regia in pieno stile Peter Jackson (tante panoramiche in movimento e azione serrata). Le scenografie di Dan Hennah sono ormai già viste e offrono allo spettatore poco di nuovo, a parte il maestoso regno sotterraneo dei nani, reso ancora più brillante dagli efficaci costumi di Bob Buk, Ann Maskrey e Richard Taylor. Molto spesso, forse anche troppo, si ammicca alla vecchia trilogia, facendo in modo che i fanatici possano gareggiare tra di loro a chi indovina più citazioni, ma per fortuna la colonna sonora di Howard Shore nasconde il tutto e fa sembrare tutto nuovo agli occhi del pubblico. Andy Serkis, infine, arriva a salvare la situazione e regala al pubblico una sequenza tesa e sospesa all'interno della sua grotta, tra un indovinello e l'altro, mentre si lecca i baffi pronto ad addentare il povero "Bagginses". In sostanza un po' troppa carne al fuoco e alcuni momenti troppo lunghi all'interno di questo film, due ore e mezza sarebbero state più che sufficienti, ma vediamo in che modo si svolgerà l'intera trilogia, perché i presupposti perché arrivino due sequel fantastici ci sono tutti.


10 commenti:

  1. Il mio parere lo sai. Forse il mio essere tolkieniano convinto non me lo fa amare, ma credo proprio che anche in altre circostanze non lo apprezzerei. Sono quelle continue battutine idiote che mi sfiancano XP

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    1. Molto al di sotto della Trilogia effettivamente.

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  2. Matt, ottima recensione. Stavolta concordiamo tipo al 3000%. Lo studio dà i suoi frutti, dai XD P.S. sono Kaos ;)

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    1. Ahah vedo che i frutti sono già piuttosto maturi LOL. Col senno di poi, allora, rivediti The Amazing Spider-Man, magari senza pensare solo a Emma Stone. :D

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    2. Urgh sarà dura ma ci proverò XD Emma Stone catalizza lo sguardo!

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  3. Io ho letto LOTR 5 volte, Lo Hobbit 3, e tutti gli altri libri finora pubblicati da Bompiani e trovo il film eccezionale (quasi): i nani, che nel libro sono poco caratterizzati psicologicamente (eccezion fatta per Thorin), qui hanno una vera personalità! Jackon ha reso epico un romanzo che originariamente era per bambini? è normalissimo, guardate Le Cronache di Narnia a proposito! Le scene aggiunte? Da Tolkeniano convinto le trovo apprezzabilissime: ti fanno capire molto di più della storia; nei film di LOTR mancano delle parti importati, Tom Bombadil su tutte, e vengono citati eventi e luoghi che chi non ha letto il libro non credo riesca a capire: ecco perché le scene, i rimandi costanti ai film su LOTR arricchiscono bene la storia: più cose ci sono meglio è, più dura il film e più mi godo Lo Hobbit!!!

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    1. Beh, sicuramente il prodotto finale è decisamente ben riuscito. Le aspettative iniziali erano molto negative, soprattutto se la gestazione è di 7/8 anni. Alla fine Jackson si dimostra ancora una volta il più adatto a trasportare la Terra di Mezzo al cinema. Peccato, però, perché io avrei tanto voluto vedere una Contea con l'immaginario visivo di Guillermo Del Toro. :)

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  4. Film spettacolare, regia impeccabile e attori veramente nel loro ruolo... Ma partiamo con quello che secondo me dovrebbe avere più importanza di tutto essendo un racconto trasposto in immagini... La trama... Innegabilmente modificato in ogni scena, se rileggete bene il libro ve ne accorgereste... Dalla riunione a casa di Bilbo, all'incontro coi Troll, all'inseguimento degli orchi coi mannari (non presente nel libro), all'arrivo e soggiorno a Gran Burrone (con annessa partenza e del tutto modificato, con l'aggiunta del Bianco Consiglio), l'arrivo nelle grotte dei Goblin (che nel romanzo sono Orchi), al modo da cui Bilbo sfugge da Gollum e esce dalla porta sorvegliato dagli Orchi, il ricongiungimento al gruppo con il racconto della sua avventura e allo scampato pericolo del gruppo sugli alberi per proteggersi dai mannari (luogo, modo in cui si difendono e come arrivano le aquile, nel film intesi solo come uccelli al servizio di Gandalf)... per non parlare del nemico giurato di Thorin (inesistente nel libro, come la presenza di un fattone come Radagast, a sua volta inventato da Jackson visto che veniva solo citato da Gandalf e nemmeno in questa parte della storia)...
    Tutto sommato un grand bel film, spettacolare, divertente e coinvolgente, ma sicuramente non fedele a quello che ha scritto Tolkien.

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    1. Una chiara dimostrazione che non è importante essere fedeli al libro per fare un buon film.

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