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1 febbraio 2014

Dallas Buyers Club

Chi grida al capolavoro farebbe bene a recuperarsi più film e meno filmetti, perché Dallas Buyers Club non è un capolavoro. Gli sceneggiatori Craig Borten e Melisa Wallack prendono spunto da un fatto realmente accaduto e romanzano la storia di Ron Woodrof nella maniera più canonica che il cinema americano possa confezionare. Momenti comici atti a sdrammatizzare la situazione, una pseudo-storia d'amore (definibile anche impossibile, vista la gravità della situazione) e la solita parabola del cinico che impara dalla vita ad essere altruista e tollerante. La storia di Woodrof è infatti quella di un eterosessuale omofobo a cui diagnosticano il virus dell'HIV ambientata nel periodo della scoperta imprevista di questa malattia. Dopo aver scoperto un'America che vuole farsi bella e che promuove farmaci fasulli come l'AZT anziché reperire dall'estero medicine veramente in grado di alleviare le sofferenze dei sieropositivi, Ron decide di dare battaglia al suo Governo e di importare illegalmente i farmaci, aprendo un vero e proprio club dal quale spartire le cure ai bisognosi.