Un simpaticissimo film che piano piano è stato dimenticato nel corso degli anni, ma che ancora oggi riesce ad incantare e a divertire. Uscito dalla penna di Charles B. Griffith, questo piccolo gioiello di black comedy offre molti spunti a ciò che sarà il futuro del genere, giocando con il macabro e il grottesco e riuscendo a convincere pur nella sua esagerazione. Merito, questo, di un ritmo ben calibrato da parte del regista Roger Corman, che sfrutta la componente più importante per un film come questo, ovvero l'alchimia tra i personaggi messi in scena. Non c'è mai calo di ritmo o di attenzione da parte dello spettatore, nonostante la veneranda età di questo film, e gli attori fanno in modo che tutto quanto funzioni alla perfezione, a cominciare dall'eccentrico protagonista Jonathan Haze, dipendente del fioraio proprietario del locale all'interno del quale si svolge buona parte della storia interpretato da Mel Welles, che vede crescere all'interno del suo negozio un misterioso ibrido creato proprio dal suo dipendente e in grado di risollevare le sorti di una bottega destinata a chiudere a causa degli scarsi introiti.
