15 gennaio 2013

Megamind

Tutti ormai conosciamo la DreamWorks , casa di film d'animazione che sta prendendo sempre più piede, facendo a gara in maniera molto seria ai film Disney (escludendo i capolavori della Pixar, ormai inarrivabili). In un primo momento le pellicole DreamWorks spingevano l'acceleratore indirizzandosi verso un concetto molto parodistico di cinema, parlando di storie comiche e intime ma molto superficiali e classiche. Finalmente, dopo anni di Shrek, Kung Fu Panda e Madagascar, ecco che il focus dei film d'animazione si sposta verso un'altra direzione e, senza abbandonare l'ambito parodistico, esce il film in grado di valorizzare ancora di più i risultati della DreamWorks. Megamind è infatti un elogio al cinema supereroico nonché una geniale presa in giro dell'universo di Superman (Metro City come Metropolis, Metroman come Superman, Megamind come il pelatone Lex Luthor e via discorrendo), con però una marcia in più.
Gli sceneggiatori Alan J. Schoolcraft e Brent Simons decidono di lasciare accantonare almeno in parte il lato comico della pellicola e si concentrano sull'animo dei protagonisti e sulla loro personalità, ritrovandosi tra le mani uno script dal potenziale smisurato: un eroe che non vuole più essere eroe e che finge la morte per potersi ritirare e un cattivo che, con la perdita del suo Yang, non ha più una motivazione per continuare a fare il cattivo. Lo script ci racconta finalmente una storia eccezionale e originale, arricchita di citazioni e comicità al punto giusto ma senza che questa sia dominante come nelle altre iconiche saghe di questa casa di produzione. Ad orchestrare la regia arriva Tom McGrath che, con mano sapiente, mette in scena un ottimo film d'animazione tutto giocato tra i vari personaggi che riempiono una messa in scena tutta al servizio della risata e della suspense. Ottimo il montaggio di Mark Andrews, che resta fedele alla visione di McGrath e ne aiuta l'ottima riuscita con un gioco di campi e controcampi classico ma efficace. Sensazionali, ma non bisognerebbe nemmeno dirlo, le musiche di Hans Zimmer e del suo aiutante ufficiale Lorne Banfe che insieme compongono degli ottimi temi, primo tra tutti quello iniziale, che recupera le musiche di Bad to the bone. Altro apporto interessante lo fanno le musiche cantate, si passa dal già citato George Thorogood agli AC/DC, rimandando la mente dello spettatore sia ad Iron Man sia a film come Piccola Peste, arricchendo la capacità citazionista della DreamWorks e dei suoi prodotti. Niente più montaggi musicali in stile Shrek 2, ma richiami sottili e molto più delicati sia alla cinematografia contemporanea e commerciale sia a quella più stagionata. A completare tutto ciò un cast di voci (originali) di prim'ordine, da Will Ferrell che doppia Megamind a Brad Pitt che dà la voce a Metroman, passando per la Roxanne Richie di Tina Fey fino ad arrivare al cammeo di Ben Stiller nei panni di Bernard. Ovviamente la controparte italiana non è da meno: abbiamo Roberto Pedicini come protagonista principale, assieme a Adriano Giannini che dà la sua voce al supereroe riluttante e Stella Musy a doppiare la donzella in difficoltà di questo film. La prima pellicola DreamWorks a riuscire a convincermi al 100%, per cui io vi consiglio di recuperarvi il più presto possibile questo film, segno di una nuova epoca di film d'animazione per questa casa di produzione, come già il più recente Le 5 Leggende ha confermato.


4 commenti:

  1. Non sono così entusiasta come te [anzi, per certi versi gli ho preferito il primo "Shrek"], ma mi è davvero piaciuto! Godibile e pieno di brio, un divertimento molto intelligente!

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    1. Io sono sempre stato un detrattore della saga di Shrek. Troppa parodia e poca enfasi. Per quanto mi riguarda questo combina i due elementi in maniera migliore. Ma forse è solo per il fatto che questo Megamind non scivola in volgarità tipo "Ehy amico tu e il mulo su pulitevi il....viso" o comunque peti e rutti da parte dei personaggi.

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  2. Un film sottovalutatissimo, forse a causa dell'uscita quasi contemporanea di Cattivissimo Me, che ha avuto una copertura pubblicitaria maggiore a fianco di una sceneggiatura mediocre e di un doppiaggio pessimo (Max Giusti, "eroe" di Affari Tuoi e tra i peggiori conduttori/comici d'Italia, non era pronto per doppiare - e figuriamoci il protagonista!). Il pubblico, per il fatto che entrambi i film hanno come protagonista un cattivo da fumetto, ha snobbato questo in favore di quello.
    Ti devo contraddire sull'originalità della sceneggiatura: l'idea di Supercattivo come "completamento" del Supereroe - e quindi privo di scopo nel caso l'eroe dovesse sparire - non è nuova (cito, perché tutti capiscano, il classico rapporto Joker/Batman); e anche l'idea del supereroe soffocato che "molla" l'abbiamo già vista (la storia classica Mai più Spiderman, ad esempio, citata nel secondo film di Sam Raimi). Il merito della sceneggiatura non è tanto l'originalità quanto l'aver spostato l'attenzione su temi intelligenti e aver creato un film a cartoni interessante e divertente anche per un pubblico adulto (son sempre di meno, purtroppo). Come ai suoi tempi aveva fatto Gli Incredibili.
    Se poi devo dire la mia, Megamind è uno dei film d'animazione Dreamworks migliori, assieme a Le 5 Leggende e Il Principe d'Egitto (che è un film adulto, denso, terribile, che io sconsiglierei a un pubblico di bambini). Non condivido con te l'entusiasmo per la Pixar... che come animazioni è sì perfetta, ma spesso si riduce solo a quello.

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    1. In che senso "spesso si riduce solo a quello" ? Le uniche volte in cui si riduce alla pura animazione, per me, è stato con Ribelle, A bug's life e i due Cars.

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