Probabilmente tutti coloro che hanno conosciuto per la prima
volta Woody Allen per la sua fantastica poetica dell’ultimo lavoro Midnight
in Paris rimarranno un po’ delusi da questo film in salsa italiana. Tuttavia è
ormai risaputo che, qua e là, il regista di New York sia capace di sfornare alcune pellicole
un po’ più sottotono rispetto ad altre. È chiaro allo stesso modo che entrare nella
mente di un autore come Allen è pressoché impossibile, e l’unica cosa che
possiamo fare è sederci e cercare di trarre le nostre conclusioni rispetto al
film che abbiamo appena visto. In To Rome with love ci sono almeno quattro
riflessioni da fare, poiché quattro sono le storie che si articolano durante il
corso della trama, tutte e quattro ambientate in una Roma dai colori caldi e
passionali, riempita di attori americani mescolati con performer italiani che,
incredibilmente, si dimostrano (quasi) tutti all’altezza della situazione. Le
storie colpiscono tutte in maniera diversa (a ognuno la sua preferita), nelle
quali troviamo un etereo (o forse no? Non è così fondamentale saperlo,
dopotutto. Anzi, è proprio questo alone di mistero a rendere divertente la
cosa) Alec Baldwin pronto a dare consigli dall’alto della sua esperienza ad
un istintivo Jesse Eisenberg che tenta di resistere ma allo stesso tempo di
portarsi a letto la migliore amica della sua ragazza.
