Una famiglia di ex-mafiosi si ritrova in Norvegia per nascondersi dai loro ex-compagni che li vogliono morti. Il capo famiglia è Robert De Niro, manco a dirlo, che sulla figura del gangster ci costruì mezza carriera. A produrre la pellicola c'è Martin Scorsese, così tanto perché si cita casualmente Quei Bravi Ragazzi nel bel mezzo del secondo tempo. A concludere il terzetto c'è, direttamente da Scarface, la femme fatale Michelle Pfeiffer, che ancora riesce a fare a gara con le ventenni fresche e giovani (leggi Dianna Argon, che interpreta la primogenita) per eleganza, attrazione e bravura. Il tridente principale funziona perfettamente, con inevitabili e voluti ammiccamenti al pubblico che assieme a De Niro e ai Goodfellas c'è cresciuto e che è andato al cinema tanto per ricordare i bei vecchi tempi in compagnia di questi tre bravi ragazzi dei tempi passati, dato che il "si stava meglio quando si stava peggio" va tanto di moda ai giorni nostri (La saga RED con Willis e Malkovich e i Mercenari di Stallone, tanto per citarne un paio).
