Io odio i vampiri dice Nomak alle telecamere di sorveglianza mentre uccide due succhia-sangue in una maniera molto simile al loro modo di cacciare. Si conclude così la prima sequenza di Blade II, sequel che riporta ancora una volta sul grande schermo il personaggio marvelliano del Diurno, mezzo vampiro e mezzo essere umano, con tutti i pregi delle creature della notte e nessuno dei loro difetti, impersonato ancora una volta da Wesley Snipes. Una sequenza che non vede come principale protagonista l'effettivo personaggio che dà il nome alla pellicola quanto il suo nemico di turno: un esperimento genetico con intenzioni ostili sia nei confronti dei vampiri che degli esseri umani; questa scelta la dice lunga sul viaggio che ha intenzione di percorrere Guillermo Del Toro su uno script di David S. Goyer (ma è più che sicuro che il buon messicano ci ha messo le mani, tanto è perfetto il ritmo e il posizionamento delle sorprese all'interno del film), un viaggio interamente incentrato su Nomak, un villain costruito sulle fattezze di Luke Goss che incarna tutte le tematiche care a Del Toro.
