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21 novembre 2014

Boyhood

Esperimento cinematografico che ha fatto molto parlare di sé, questo film ha ricevuto migliaia di elogi da critica e pubblico, riscontrando pochi dissensi e un pugno di fischi. Eppure chi sta scrivendo si deve per forza mettere dalla parte di chi ne ha parlato male, non perché Boyhood non sia interessante, ci mancherebbe! Tutti trovano curiosa, particolare e coraggiosa l'idea di riprendere per dodici anni le stesse persone creando qualcosa che al cinema si è visto poco (badate, poco, non mai), ovvero l'età che cambia tutti noi, esteriormente e interiormente. Il problema forse sta tutto qui: quanto c'è di vero e reale in Boyhood, a parte l'ambizione con cui Richard Linklater ha imbastito tutto quanto? La pellicola vive di un'idea fortissima sottomessa però ad una sceneggiatura didascalica, finta, bugiarda e terribilmente cinematografica: il film che avrebbe potuto abbassare tutte le barriere che il cinema crea tra finzione e realtà è invece quello che contribuisce ad innalzarne ancora di più, perché è impossibile credere che una donna divorziata, madre di due figli, incontri solo ubriaconi violenti e uomini sbagliati, come non è credibile che nella vita si facciano solo poche cose: ascoltare e suonare musica, scattare foto, divorziare, traslocare, guidare e parlare. E quanto parlano, i protagonisti!