Il cinema indipendente americano sta lasciando sempre più
importanti e marcate impronte nel suo passaggio, diventando lentamente un genere a sé
stante, ricco di contenuti e di tematiche interessanti. Lato negativo del
diventare una categoria autonoma è però quello di avere dei propri temi che vanno
necessariamente sviluppati in un determinato modo. È forse questo uno dei punti
più problematici di Fa' la cosa sbagliata che, se da un lato tenta disperatamente di
lasciare un'impronta indimenticabile nella cinematografia moderna, dall’altro
risulta essere una pellicola piuttosto ridondante e insipida. Trattando qua e là temi importanti, il film trova il suo sviluppo più interessante nella fotografia granulosa e tendente al giallo curata da Petra
Korner, che gioca con questa tonalità facendola diventare fastidiosa quando ce
n’è bisogno e invitante quando deve esserlo.
